martedì 23 dicembre 2008

Best of Bootie 2007

"Il mash-up è una tecnica musicale che consiste nella miscela di due o più canzoni (anche appartenenti a generi differenti) mediante l'uso di campionatori, anche in versione software, oppure di giradischi, sovrapponendo alla base (detta anche instrumental) il cantato (ovvero l'accappella) con l'aggiunta di vari effetti tipici della musica elettronica (ad es. scratch).

Al fenomeno del mash-up è stato dedicato anche un programma televisivo su MTV (MTV Mash), nel quale Vj miscelavano, anziché canzoni, video musicali.

Al mash-up è spesso associata l'idea di bootleg; questo perché i mash-up spesso vengono stampati su white label illegalmente, cioè senza l'autorizzazione del detentore dei diritti del brano, e vengono quindi definiti bootleg, o con termine dispregiativo "tarocchi". Si trovano tuttavia molti mash-up legali, in quanto è una tecnica che sta diventando sempre più usata da molti dj anche al livello internazionale, ottenendo così anche l'interesse delle case discografiche. É il caso dei "2 MANY DJ'S", DJs di fama mondiale, che hanno portato alla ribalta il fenomeno.

Il Mash-up è oggi asssai diffuso sul web e in Youtube ha trovato la propria vetrina ideale." [wikipedia]

Oggi mi sono imbattuto in un sito di musica mash-up (chiamata anche bootleg recording o bastard pop), e ho trovato questa fantastica compilation, enjoy!

Best of Bootie 2007

1. Earworm - Bootie Intro

2. Party Ben - Galvanize The Empire (Chemical Brothers vs. John Williams) - San Francisco

3. A plus D - Pour Some Hot Sugar (Mims vs. Def Leppard) - San Francisco

4. Party Ben - Tender Umbrella (Rihanna vs. General Public) - San Francisco

5. Go Home Productions - Passenger Fever (Peggy Lee vs. Iggy Pop) - Watford, UK

6. DJ Moule - Sympathy For Teen Spirit (Rolling Stones vs. Queen vs. Nirvana) - Bordeaux, France

7. Copycat - Fade To Pretty Vacant (Visage vs. Sex Pistols vs. The Charlatans vs. Fun Lovin' Criminals vs. Nouvelle Vague) - Sweden

8. Matt Hite - Me & Yoo & Yazoo (Cassie vs. Yazoo) - San Francisco

9. Earworm - Funky Goes To Hollywood (Wild Cherry vs. Frankie Goes To Hollywood) - San Francisco

10. A plus D - Standing In The Way Of Connection (The Gossip vs. Elastica) - San Francisco

11. The Illuminoids with Donita Sparks - Pretend We're Alala (L7 vs. CSS) - Los Angeles

12. DJ Paul V. - Phantom On The Bottom (The Lady Tigra vs. Justice) - San Francisco

13. Earworm - Say It Right Away (Nelly Furtado vs. The Egg vs. Madonna) - San Francisco

14. team9 - Britney - Dead Or Alive? (Britney Spears vs. Dead Or Alive vs. Daft Punk) - Perth, Australia

15. King Of Pants - Detox (Amy Winehouse vs. Britney Spears) - Seattle

16. DJ Paul V. - Tequila Lip Gloss (Lil Mama vs. The Champs) - Los Angeles

17. Lobsterdust - Walkin' Out Yo Girlfriend (Unk vs. Avril Lavigne vs. Toni Basil) - New York City

18. A plus D - Don't Stop Believin' In Planet Rock (Journey vs. Afrika Bambaataa) - San Francisco

19. DJ Topcat - More Than On Point (House of Pain vs. Boston) - Seattle

20. Divide & Kreate - Illiterate City (Jackson 5 vs. Guns N' Roses) - Sweden

21. DJ Magnet - Love Comes Running Up That Hill Gently (Placebo vs. Pet Shop Boys vs. Kate Bush) - Denver

Scarica qui!

mercoledì 17 dicembre 2008

Fuori le mele marce!!!

NAPOLI - E' bufera sulla giunta di Napoli. E' in carcere l'imprenditore Alfredo Romeo, coinvolto nell'indagine sulla delibera 'Global service', approvata dal Comune. Altre 12 persone sono invece agli arresti domiciliari: tra essi due assessori (Pd) della giunta comunale di Napoli, due ex loro colleghi e un ex provveditore alle opere pubbliche, attualmente al ministero delle Infrastrutture.
Indagati anche gli onorevoli Renzo Lusetti (Pd) e Italo Bocchino (An). La richiesta di utilizzo delle conversazioni telefoniche dei due parlamentari con l'imprenditore Alfredo Romeo equivarrebbe, infatti, a una informazione di garanzia. Intercettato anche l'ex ministro democristiano Paolo Cirino Pomicino.
Tutte le persone raggiunte dalle misure cautelari sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, abuso d'ufficio e corruzione. I magistrati: "La prospettiva ultima è quella del saccheggio sistematico delle risorse pubbliche". E lamentano una "fuga di notizie per screditare l'imponente attività investigativa". [repubblica.it]

Volete un Partito Democratico che invogli la gente a votarlo? Fuori i delinquenti allora!

CITTA' DEL VATICANO - Ieri, la presa di posizione di Gianfranco Fini - "le leggi razziali furono un'infamia, e la Chiesa non si oppose" - aveva fatto discutere il mondo politico. E oggi contro le parole del presidente della Camera interviene, con forza e con toni duri, anche l'organo di stampa della Santa Sede. Secondo l'Osservatore romano quelle parole, pronunciate dal numero uno di Montecitorio, "sorprendono e amareggiano". E dimostrerebbero anche "approssimazione storica e meschino opportunismo politico".
Insomma, un giudizio davvero severo, quello di Oltretevere. Espresso in un breve articolo sulle leggi razziali del 1938, intitolato laconicamente "A proposito delle dichiarazioni di Gianfranco Fini". "Di certo - rileva nel testo il giornale vaticano - sorprende e amareggia il fatto che uno degli eredi politici del fascismo, che dell'infamia delle leggi razziali fu unico responsabile e dal quale pure da tempo egli vuole lodevolmente prendere le distanze, chiami ora in causa la Chiesa cattolica". [repubblica.it]

Eh! Gianfranco! Preso!

martedì 16 dicembre 2008

Ecco il Partito Democratico!

PESCARA - Sono 40 gli indagati dell'inchiesta della Procura della repubblica di Pescara, sulle presunte tangenti negli appalti pubblici, che ha portato ieri sera all'arresto del sindaco Luciano D'Alfonso (PD), che è anche segretario regionale del Pd, dell'imprenditore Massimo De Cesaris e dell'ex dirigente al patrimonio del comune di Pescara, Guido Dezio. Tra gli indagati anche il patron di Air One, Carlo Toto, suo figlio Alfonso e due tecnici del Comune. [repubblica.it]

ROMA - L'amministratore delegato di Total Italia, Lionel Levha, è stato arrestato oggi nell'ambito di un'inchiesta della procura di Potenza per tangenti sugli appalti per l'estrazione del petrolio in Basilicata. Nella questione è coinvolto anche il deputato del Pd Salvatore Margiotta, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari. Una misura che, però, potrà essere eseguita solo se la Camera dei deputati darà l'autorizzazione, che è stata richiesta stamattina dai magistrati. [repubblica.it]

Vi ricordo la campagna Parlamento Pulito di Beppe Grillo:

"Le firme raccolte l’otto settembre giacciono da qualche parte al Senato della Repubblica. La presentazione delle leggi popolari in Parlamento era prevista per febbraio. Poi è caduto il governo. A camere costituite e a nuovo governo insediato farò richiesta per illustrare in Parlamento le proposte a nome di 350.000 cittadini: nessun condannato in Parlamento, un massimo di due legislature, ripristino della preferenza diretta. Non mi illudo sulla risposta dei 70 (SETTANTA) pregiudicati, condannati in primo e secondo grado o in attesa di giudizio. "

Italia, un paese dove se ti hanno condannato non puoi votare, ma puoi farti votare. Ed intanto l'Italia dei Valori prende sempre più voti... Vota Tonino!

"E se il Pdl esulta nel centrosinistra su agitano tensioni e recriminazioni. Scorrendo i dati il calo del Pd è evidente, così come l'impennata di consensi registrata da Di Pietro. Ed è così che l'alleanza con il partito dell'ex pm torna a essere argomenti di scontro tra i democratici. Tra chi pensa che sarebbe ora di chiudere il capitolo e chi invece vede ancora ragioni per tenere in piedi l'accordo. [...]
Il tutto mentre l'ex governatore del centrosinistra Ottaviano Del Turco, arrestato per tangenti e attualmente ai domiciliari, ormai in rotta con il Pd e Di Pietro, si gusta "la vendetta": "Che gioia, sono felice per il voto"." [repubblica.it]

giovedì 11 dicembre 2008

Forza Silvio!!!

Berlusconi: "No al dialogo con l'opposizione. Giustizia, cambieremo la Costituzione"
ROMA - La Costituzione non può essere considerata un ostacolo alla riforma della giustizia. Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "La Costituzione si può cambiare e poi l'ultima parola spetta ai cittadini. Ci sono due votazioni con 6 mesi di tempo l'una dall'altra poi a decidere se la riforma sarà giusta saranno i cittadini. Questa è la democrazia". Di contro, Berlusconi chiude al dialogo con l'opposizione: "Con questa opposizione non c'è possibilità di dialogare. non si può parlare con chi mi paragona ad Hitler, a un dittatore argentino, con chi mi accusa di essere il diavolo e non si permette di dire una parola sulla moralità pubblica. Non mi siederò mai a un tavolo con codesti individui".

In un paese democratico tutte le voci devono essere ascoltate, non deve sempre vincere il più prepotente.

mercoledì 10 dicembre 2008

Slanket, la coperta con le maniche.

Non sarà la cosa più alla moda da indossare in casa, ma lo Slanket e' comodo e caldo abbastanza da essere definito come la miglior coperta mai inventata.
E' fatto con un morbidissimo e spesso pile in microfibra con due maniche di grandi dimensioni. Le due maniche permettono più movimento di una normale coperta, rendendo più facile sfogliare una rivista, cambiare canale alla tv, leggere un libro, o mangiare qualche snack.
Un'altra occasione per gridare "Mai Più Senza!".

http://www.theslanket.com/

Ma che belle notizie!

Ricucci patteggia: tre anni, ma la pena è coperta dall'indulto.
Ricucci è stato riconosciuto colpevole dei reati di corruzione, aggiotaggio, falso e appropriazione indebita. Gli sono state concesse le attenuanti generiche, equivalenti alle aggravanti. Nel computo dei tre anni sono compresi anche i dodici mesi già 'patteggiati' con il tribunale di Milano per un'altra vicenda: il tentativo di scalata alla Banca Antonveneta. Il tribunale non ha accolto invece la richiesta di patteggiamento del commercialista Luigi Gargiulo, in quanto la pena sollecitata, un anno e dieci mesi, non è stata ritenuta congrua. [link]

Che schifo, invece gli "amici degli amici", i "furbetti del quartierino" la fanno sempre franca.

L'Italia e la riduzione della CO2, "Kyoto sempre più lontana"
Nello studio, che si sofferma sugli interventi positivi e strutturali di ogni singola nazione nel campo del riscaldamento, l'Italia si piazza nel gruppo di coda e perde terreno rispetto alla scorso anno, quando era 41esima. Davanti a noi, India e Brasile. Poco dopo, Paesi noti per essere "grandi inquinatori" come la Polonia e la Cina. E comunque rimaniamo ben lontani dal terzetto di punta delle prime in classifica: le virtuose Svezia, Germania e Francia. Nelle ultime posizioni ci sono invece Arabia Saudita, Canada e Usa. [link]

Ed anche qui siamo sempre gli ultimi, invece che puntare sulle nuove teconlogie e divenire leader, continuiamo a bearci ed a lavorare in modo obsoleto. Centrali Nucleari, eh? Dalle altre parti le chiudono, noi ne vogliamo fare altre 10. E che dire degli incentivi al 55% per i lavori edili per il risparmio energetico? E' stato tolto improvvisamente, anche per chi ha fatto lavori nel 2008!

martedì 9 dicembre 2008

martedì 2 dicembre 2008

Berlu-Sky: la vera storia...

di Peter Gomez e Marco Lillo
L’Iva agevolata sulla pay-tv? Un favore fatto a Berlusconi nel 1991 dal ministro socialista Rino Formica e dal governo Andreotti. E dietro lo sconto, secondo la Procura di Milano, c’era anche un tentativo di corruzione

«Ma quale conflitto di interessi. La sinistra ha concesso a Sky per i rapporti che aveva con quella televisione il privilegio del 10 per cento dell'Iva. Abbiamo tolto quei privilegi e abbiamo fatto ritornare l'Iva a Sky uguale a quella di tutti gli altri».

E' proprio questa la vera storia del trattamento fiscale agevolato per la pay tv? "L'espresso" ha fatto una piccola inchiesta per ricostruire la vicenda dello sconto dell'Iva a Telepiù, il primo nome della tv a pagamento che fu fondata dal gruppo Fininvest per essere ceduta prima a una cordata di imprenditori amici, poi ai francesi di Canal Plus e infine nel 2002 a Murdoch che la denominerà con il nome del suo gruppo: Sky.


Si scopre così che l'Iva agevolata sugli abbonamenti della pay-tv italiana è stata un trattamento di favore risalente al 1991 fatto dal ministero retto dal socialista Rino Formica e dal governo Andreotti a Silvio Berlusconi in persona. Non solo: dietro questo favore, secondo la Procura di Milano, c'era persino stato un tentativo di corruzione.

Nel 1997 Il pubblico ministero Margherita Taddei chiese il rinvio a giudizio per Berlusconi. Lo chiese anche sulla base di un fax che fu trovato durante una perquisizione. La missiva era opera di Salvatore Sciascia, allora manager Fininvest e oggi parlamentare del Pdl nonostante una condanna definitiva in un altro procedimento per le mazzette pagate dal gruppo alle Fiamme Gialle. Nel fax, diretto a Silvio Berlusconi, Sciascia chiedeva di spingere per far nominare alla Corte dei Conti il dirigente del ministero delle Finanze Ludovico Verzellesi, meritevole perché in precedenza si era speso per fare ottenere l'agevolazione dell'Iva al 4 per cento per Telepiù. In pratica, secondo la ricostruzione dei magistrati, la raccomandazione era il ringraziamento di Fininvest per il trattamento ricevuto.


Il fascicolo processuale però fu trasferito nella Capitale per competenza nel 1997. Nel 2000 il Gip Mulliri, su richiesta del procuratore di Roma Salvatore Vecchione e del pm Adelchi D'ippolito (oggi capo dell'ufficio legislativo del ministero dell'economia con Giulio Tremonti) archiviò tutto.Nessuna rilevanza penale, quindi. Ma restano i dati oggettivi sulla trattativa tra la Fininvest e il ministero per l'abbassamento dell'Iva sulla pay tv: dal 1991 al 1995 quando era controllata o partecipata dal gruppo Berlusconi, Telepiù ha goduto di un'aliquota pari al 4 per cento. Un'agevolazione che allora Berlusconi non considerava scandalosa. Mentre oggi definisce "un privilegio" l'aliquota più che doppia del 10 per cento.

L'innalzamento dal 4 all'attuale 10 per cento fu introdotto alla fine del 1995 nella legge finanziaria del Governo Dini. All'epoca i manager di Telepiù, scelti dal Cavaliere, salutarono così il provvedimento: «È l'ultimo atto di una campagna tesa a mettere in difficoltà la pay tv».

Il 25 ottobre del 1995, Mario Zanone Poma, (amministratore di Telepiù sin dalla sua fondazione) dichiarava alle agenzie di stampa: «L'innalzamento dell'aliquota Iva:
1) contraddice la sesta direttiva della Comunità Europea;
2) contraddice l'atteggiamento degli altri paesi europei verso aziende innovative quali le pay tv;
3) crea una grave discriminazione tra la pay-tv e il servizio televisivo pubblico».
In pratica il manager scelto da Berlusconi diceva le cose che oggi dicono gli uomini di Murdoch.

Effettivamente un ruolo dei comunisti ci fu. Ma a favore del Cavaliere.

Il Governo Dini voleva aumentare l'Iva fino al 19 per cento (come oggi vorrebbe fare Berlusconi) ma poi fu votato un emendamento di mediazione che fissò l'imposta al 10 per cento attuale. L'emendamento passò con il voto decisivo di Rifondazione Comunista: il suo leader dell'epoca, Fausto Bertinotti, in un ribaltamento dei ruoli che oggi appare surreale, fu duramente criticato dall'allora responsabile informazione del Pds (e attuale senatore del PD) Vincenzo Vita: «È squallido che Bertinotti abbia permesso un simile regalo a questo nuovo trust della comunicazione, figlio della Fininvest». (01 dicembre 2008) [l'espresso]

giovedì 27 novembre 2008

Investì e uccise due fidanzati, condannato a dieci anni

"ROMA - A maggio di quest'anno aveva investito e ucciso due ragazzi mentre guidava sotto effetto di droga e alcool. Stefano Lucidi è stato condannato a 10 anni per omicidio volontario per l'incidente accaduto sulla Nomentana, a Roma, nel quale persero la vita 2 ragazzi. E' la prima volta in italia che viene configurato questo reato in un caso di incidente stradale. Il pm Carlo Lasperanza aveva chiesto 14 anni." [link]

Guidare sotto stato di ebbrezza e' come girare con una pistola carica e senza la sicura, usandola per indicare le persone, giustissimo che venga considerato "omicidio volontario".
Quello che mi lascia perplesso e che gli abbiano dato solo 10 anni.

lunedì 24 novembre 2008

Sei di Torino...

quando per dire che hai marinato la scuola dici : ho tagliato!
se l'appartamento lo chiami "alloggio"...
se quando ordini un Marocchino in Calabria ti guardano come se fossi un marziano...
se per fare la svolta da corso a corso ti metti nel controviale...
se d'estate al bar siedi nel Dehor...
quando dici "beh, io a questo punto farei che andare a?pranzo" e loro ti guardano ancora più strano e si chiedono perchè non?puoi andare e basta senza "fare che andare"...
se almeno uno dei tuoi genitori non e' torinese
quando la frase "ho fatto la figura da cioccolataio" non è positiva, anche tu fossi golosissimo ...
se dici tamarro o popkillerino,cabinotto e squatter.... al posto di p-goldino, pariolino e alternativo...
quando pensi che girare a destra quando il semaforo e' rosso sia legale...
se non usi mai il passato remoto!
quando fuori dal Piemonte ordini uno stick al bar e ti guardano come se venissi da Marte...
se anzichè chiedere "Come va?" dici "Com'è?" e nel 90% dei casi ti rispondono "Com'è cosa?".
se almeno una volta hai letto sui cavalcavia "ROMA PROVINCIA TORINO CAPITALE".
se non vuoi salire sulla Mole per non andar male all'universita'.
se ogni tanto dici "nèèèè".
se a chi non è di Torino (o del Piemonte) chiedi un cicles e nessuno sa cosa sia...
se una cosa bella per te è "cisti".
quando abusi del "più", preferibilmente a seguito del solo"(es.: ne restano "solo più" 2) ...
se i tuoi appuntamenti sono davanti al Mc.
se dici "non mi oso"...
quando...sei in viaggio, soffri la macchina ed esclami "sto patendo!!!".
se ogni volta che vai al pub trovi l'indiano che vende le rose.
se allarghi tutte le "E": "cazzo mEnE"
se per te ogni via larga e lunga è un Corso ...
se chiami il conducente dell'autobus "Guido".
se ti giran le balle se una via principale fa una curva ...
quando fuori dal Piemonte vai al bar e chiedi una brioche...
se abusi della parola "minchia".
se dici "non mi chiudere" o "non c'ho testa".
quando in vacanza ordini un San Simone e guardandoti perplesso il cameriere ti porta un'immaginetta sacra...
quando commenti qualcosa andato storto dicendo "Suma bin ciapà"...
se guidando gridi "Bùgia!" a chi va piano...
se vai al mare in Liguria.
se il 24 giugno non lavori e vai a vedere i fuochi.
se ti piange il cuore e ti incazzi nel vedere il Fila in quelle condizioni, di qualsiasi squadra tu sia...
quando ti perdi se le strade non si incrociano in modo perpendicolare...
se leggendo alcune frasi precedenti ti sei ripetuto: "Perchè scusa? Non si dice così ovunque??".

(trovato su internet...)

Mani Pulite secondo Berlusconi "Mise fine a 50 anni di progresso"...

L'AQUILA - L'affondo politico più energico arriva al termine di una giornata fitta di impegni a sostegno di Gianni Chiodi, il candidato del Pdl alla presidenza della Regione Abruzzo. In un comizio a Pescara Silvio Berlusconi dà la sua lettura di Mani Pulite: nel 1992 la magistratura "iniziò un'azione verso i cinque partiti democratici che, pur con molti errori, erano riusciti a garantire per 50 anni progresso e benessere". nessun riferimento esplicito, almeno in questo passaggio, ad Antonio Di Pietro, che però il premier nomina in un momento successivo del suo intervento. Al nome del leader dell'Italia dei Valori la platea reagisce con dei fischi e il Cavaliere commenta: "Intervento sgraziato ma efficace". [link]

Difficile commentare questa affermazione... sono combattuto tra il ridere per la fesseria che ha detto ed il piangere per la tristissima situazione italiana...
Sono però più incline per la seconda ipotesi, e sono ancora più triste se penso che la maggioranza degli italiana ha votato lo schieramento rappresentato da questo demente.
Il prossimo passo quale sarà, santificare Bettino "Bottino" Craxi?

mercoledì 19 novembre 2008

Nel ddl Alfano quasi un'amnistia per condanne fino a quattro anni

ROMA - Il Guardasigilli Alfano critica da sempre l'indulto, ma mette mano a un ddl sulla certezza della pena con una mezza amnistia per i reati fino a quattro anni. Rispolvera l'istituto pensato dal predecessore Mastella, la "messa in prova", ma raddoppia la massima pena prevista. Chi rischia un processo, prima che cominci (fino al rinvio a giudizio), può chiedere al giudice "d'essere messo alla prova" in cambio di un lavoro socialmente utile. Che alla fine cancellerà tutto, il processo e pure il reato. Peggio dell'indulto dunque, che almeno lascia traccia del delitto sulla fedina penale.
Processi evitati per reati odiosi come frodi in commercio, manovre speculative, ma pure per un attentato ad impianti di pubblica utilità, per furti non aggravati, danneggiamenti, usura impropria, appropriazione indebita, omissione di soccorso, per finire alle violenze private. E dire che, nella relazione, si citano "reati di criminalità medio-piccola" per cui "l'esito della messa in prova estingue il reato". Cos'è, se non un'amnistia? A leggere il dibattito post indulto, il centrodestra l'avrebbe chiamata così. [link]

Tsk...

martedì 18 novembre 2008

Berlusconi scherza con la Merkel, prima si nasconde, poi le fa "cu cu"!

TRIESTE - Questa volta per stupire e rubare la scena Silvio Berlusconi ha rispolverato un vecchio gioco che si fa con i neonati. Al vertice italo-tedesco di Trieste, il presidente del Consiglio, nell'accogliere Angela Merkel a piazza dell'Unità d'Italia, si è nascosto dietro uno dei grandi lampioni della storica piazza cittadina per sorprenderla con un "cu cu".

La sequenza dello scherzo che la serissima cancelliera tedesca difficilmente può aver apprezzato è stata questa. La Merkel, scesa dalla macchina, si è avvicinata verso il picchetto d'onore posizionato davanti al palazzo della Regione dove la attendeva il premier. Ma mentre percorreva la breve distanza che li separava, Berlusconi ha approfittato della presenza di numerose persone della scorta e del cerimoniale per mettersi dietro il lampione. Poi, quando la cancelliera ha raggiunto il punto previsto per l'incontro passando proprio accanto al lampione, è sbucato facendo "cu, cu". Questo almeno hanno raccontato alcuni testimoni perché se l'intera scena è stata ripresa dalle telecamere, i giornalisti erano però troppo lontani per sentire le parole pronunciate dal premier.

La Merkel lì per lì è stata al gioco e allargando le braccia con aria divertita, ha risposto: "Silvio". In realtà ha fatto rumore in Germania nei giorni scorsi l'insofferenza caratteriale della cancelliera nei confronti del presidente Nicolas Sarkozy, colpevole ai suoi occhi di eccessive confidenze e smancerie.

Berlusconi e Merkel si sono quindi recati al Palazzo della Regione, uno dei palazzi storici sulla piazza centrale di Trieste, dove sono iniziati i colloqui previsti dal vertice italo-tedesco. Contemporaneamente si svolgono gli incontri bilaterali tra i ministri che compongono le due delegazioni. Per l'Italia sono presenti i ministri degli Esteri Franco Frattini, dell'Economia Giulio Tremonti, dei Trasporti Altero Matteoli, e dello Sviluppo economico Claudio Scajola. repubblica.it

No, dai, non ci credo! Deve avere avuto dei traumi da piccolo, solo così si spiegherebbero i suoi simpaticissimi scherzi... Mamma mia, mi vergogno sempre di più di essere rappresentato da questa manica di dementi.

mercoledì 12 novembre 2008

G8, ecco la foto del poliziotto che portò le molotov dentro la Diaz

Ecco l´immagine-simbolo della notte dell'irruzione alla Diaz: un poliziotto in borghese che indossa un casco blu e porta all´interno l´istituto il sacchetto azzurro con le due molotov, la «regina» delle prove false. Si tratta del fantomatico ispettore della Digos di Napoli che introduce materialmente nella scuola le molotov della vergogna, una della prove fasulle con cui la Polizia di Stato avrebbe voluto "giustificare" le violenze e le manette ai 93 no-global. L'immagine è stata estrapolata da un filmato girato da un operatore Rai e depositato dalle parti civili il mese scorso e fa parte di un´inchiesta giornalistica della Bbc di prossima pubblicazione. [link]

Bene! un motivo in più per farci prendere per i fondelli da tutto il mondo! E Silvio rincara la dose:

ROMA - "Basta con questa tv che mi dileggia solo. Anche lì c'è la mano dell'opposizione. La verità è che la sinistra vuole quattro anni e mezzo di campagna elettorale. Polemizzano solo, soffiano sulla protesta. Lo stanno facendo pure con l'Alitalia. Mi insultano infischiandosene degli interessi del Paese". Silvio Berlusconi si sfoga. Punta l'indice contro il centrosinistra. Reo di provocare un clima di ostilità nei suoi confronti . Ma se la prende soprattutto con i giornali e le televisioni. Che, a suo giudizio, si esercitano in un "continuo e insopportabile dileggio". Su tutti i canali, in prima serata, ogni giorno. [link]

Nei paesi liberi e democratici esiste la satira, in Italia sembrerebbe di no. Lui invece il clima di odio non lo fomenta affatto! Mettiamo la satira su Silvio fuorilegge!!!

Tonino e la legge antiblog!

Di Pietro non solo ritiene che la legge sia stata scritta da chi di rete sa poco o niente, la definisce "pura censura", ma annuncia anche che il suo movimento politico "offrirà tutta l'assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione", e sul blog diffonde un banner per spargere ulteriormente la notizia. continua...

lunedì 10 novembre 2008

Un milione di firme per la coppa del mondo di rugby

Un grande sogno, portare la Coppa del Mondo di Rugby in Italia. Una mischia di appassionati di rugby per sostenere la Federazione Italiana Rugby (FIR) nella battaglia alla conquista di una delle prossime edizioni dei campionati mondiali di palla ovale: quella del 2015 o del 2019. Entro il 2009 saranno scelti i due paesi che le ospiteranno e l'Italia e' uno dei paesi candidati. E’ arrivato il momento di spingere, unisciti alla nostra mischia.http://www.unmilioneperlacoppa.it/

Iniziativa interessante, ma se poi si gironzola per il sito web di cui sopra...

ItalianHAKa e' una struttura guidata da appassionati di rugby esperti in gestione di progetti internazionali, di marketing e di comunicazione, con un approccio innovativo al raggiungimento degli obbiettivi. Ha una forte connotazione internazionale ed e' supportata da un network di partner focalizzati sugli stessi obbiettivi in grado di portare risultati in termini di...


Non lo posso giurare, ma mi da tanto l'impressione di una qualche trovata pubblicitaria...
Intanto raccolgono nome, cognome, codice fiscale, email, date di nascita, etc..., e di sicuro questi dati non valgono nulla (le raccolte di firme online non hanno valore), ed alla IRB non interesseranno, perche' i numeri che fanno la differenza sono quelli degli iscritti alla FIR.

giovedì 6 novembre 2008

Vota il Popolo delle Liberta'!!!

ROMA - "L'Antimafia non è finita. C'è e ci sarà finchè esiste la mafia ed è un bene. Credo, tuttavia, che, allo stato attuale, il rapporto tra costi e benefici sia assolutamente sproporzionato, soprattutto quando alcuni procuratori antimafia 'fanno politica'". Così il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, durante una conversazione con Klaus Davi nel corso di KlausCondicio, contenitore di approfondimento politico in onda su YouTube. Dell'Utri - eletto nelle file del Popolo della libertà nonostante una condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e una condanna in Cassazione per frode fiscale - replica a Gian Carlo Caselli che aveva sostenuto l'impossibilità, per i giudici, di processare i politici collusi con la mafia. Poi, come già fatto in passato, definisce "un eroe" Vittorio Mangano (condannato nel 2000 all'ergastolo per duplice omicidio), "lo stalliere di Arcore", e se la prende anche con alcuni conduttori televisivi, in particolare del Tg3, a suo giudizio "troppo dark". Quanto alle polemiche su destra e sinistra, commenta: "L'antifascismo? Un concetto obsoleto". [repubblica.it]

Beh, se i mafiosi fanno politica, perche' non lo possono fare anche i procuratori antimafia?!?!
Popolo della Libertà, liberta' di infrangere la legge e di rovinare l'Italia.

mercoledì 5 novembre 2008

Antonio Di Pietro interroga la Camera sulle scie chimiche

Nella remota ipotesi che vi mancassero conferme che la politica italiana è in mano a dinosauri privi di senso critico e delle più basilari competenze scientifiche, due cose assolutamente indispensabili in un'epoca in cui tutto dipende dalla tecnologia e dalla sua conoscenza, ecco che arriva in groppa a una scia chimica nientemeno che Antonio Di Pietro, del gruppo Italia dei Valori.

Di Pietro ha infatti presentato un'interrogazione a risposta scritta, la 4-01044 del 17 settembre 2008, che riporto qui sotto.

Mi sono divertito (si fa per dire, ma di fronte a episodi come questo si ride per non piangere) ad intercalare le risposte che darei se potessi rispondere io al posto del Ministero dell'Ambiente al quale Di Pietro ha rivolto l'interrogazione.

Se qualcuno vuole segnalare a Di Pietro (o a chiunque abbia scritto per lui questo monumento alla scemenza antiscientifica) le informazioni tecniche sulle presunte scie chimiche redatte dagli esperti del CICAP, i link sono questi: prima parte, seconda parte.

Continua su Il Disinformatico.

martedì 4 novembre 2008

Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica!

Forse che Paolo Guzzanti, padre dei più simpatici e degni di nota Sabrina, Corrado e Caterina (viene da chiedersi se siano davvero figli suoi...), si sia svegliato? E come ciliegina, ieri ho letto un'articolo su "La Stampa" dove Valeria Marini dice che sta studiando "da ministro"...

Dal suo blog, l'esponente del Pdl avanza pesanti insinuazioni, "Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica"
"Calendarista delle pari opportunità quali favori ha fatto al premier?"

L'onorevole Guzzanti ancora contro la Carfagna, duro attacco a Berlusconi. Il ministro annuncia "querela penale per diffamazione"

ROMA - Paolo Guzzanti, deputato di Forza Italia, torna a criticare Silvio Berlusconi e, stavolta, attraverso le pagine del suo blog, se la prende anche con Mara Carfagna. Il ministro viene definito "calendarista alle pari opportunità", "inadatta" a ricoprire quel ruolo. Non solo: quella di Berlusconi, nei suoi confronti, sarebbe stata una "nomina di scambio", offerta in cambio di qualcosa che il senatore non specifica. E che gli costa una querela per diffamazione.

Una presa di posizione che fa seguito alle dichiarazioni, rilasciate lo scorso 8 ottobre, quando Guzzanti aveva attaccato il premier per aver lodato la Russia di Putin. "Berlusconi mi fa vomitare", aveva detto in quell'occasione. Adesso critica senza troppe mezze misure il ministro delle Pari Opportunità: "Secondo quanto dicono alcuni testimoni che considero credibili, attendibili e tutt'altro che interessati - scrive nei commenti, rispondendo ad un suo lettore - esistono proporzionati motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacità di servitore dello Stato, sia pure apprendista. La sua intelligenza politica è nulla".


Ancora: "Resta aperta una questione irrisolta: quali meriti straordinari hanno condotto questo giovane cittadino della Repubblica ad una carriera così fulminea? Mi chiedo come questa persona abbia ottenuto il posto".


Ma l'accusa di Guzzanti è più pesante, perché è quella di una vera e propria nomina di scambio, un favore fatto alla Carfagna dal premier. Facendo riferimento ad alcune intercettazioni mai pubblicate dai giornali, ma che lui avrebbe letto, Guzzanti risponde ad un lettore che gli chiede se le "nomine di scambio" fossero più d'una: "Per quel che ne so, dai testi oculari, più di una. Per questo lo scandalo sarebbe devastante, costituzionalmente e istituzionalmente devastante. Più di scambio, tratterebbesi di compenso. Come scrisse Cossiga: 'ai miei tempi si offriva un filo di perle o un appartamento'".


Guzzanti è padre della comica Sabina, alla quale proprio la Carfagna ha chiesto un milione di euro di danni. A chi lo attacca per questa sua presa di posizione contro la Carfagna, Guzzanti dice: "C'entra il senso dello Stato, il primato delle regole, la limpidezza della democrazia. Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica". E nel post vero e proprio, il parlamentare si chiede se sia possibile che in una democrazia "il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente? Potrebbe essere il suo giardiniere che ha ben potato le sue rose, l'autista che lo ha ben guidato in un viaggio, la meretrice che ha ben succhiato il suo uccello, ma anche il padre spirituale che abbia ben salvato la sua anima, il ciabattino che abbia ben risuolato le sue scarpe". Infine, un altro interrogativo: "è lecito o non è lecito che si faccia ministro in uno Stato immaginario e anzi in un Pianeta di un'altra costellazione, una persona che ha come suo merito specifico ben soddisfatto il capo del governo?".


In serata, un comunicato: "Il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna ha annunciato in una nota di aver deciso di presentare "querela penale per diffamazione nei confronti dell'onorevole Paolo Guzzanti per quanto di falso da lui sostenuto nel suo blog e ripreso dal sito di Repubblica".
[repubblica.it]

mercoledì 29 ottobre 2008

Ma tu la conosci la Gelmini?

Ecco i punti sulla quale si basa la Riforma Gelmini, se volete sapere chi e' Mariastella Gelmini andate qui:

1) La scuola elementare oggi è divisa in moduli di apprendimento. Le materie sono molte di più di cinquant’anni fa. Un maestro unico specializzato in inglese, musica, informatica, educzione fisica , non esiste.
Cosa potranno apprendere i nostri figli in questo modo?

2) La riduzione delle ore di insegnamento settimanale a 24 implica una riduzione delle materie dis tudio. Calcolando che la religione non verrà toccata, quali materie verranno eliminate?
Vuole anche dire ch i figli staranno più tempo a casa, e chi se ne occuperà?

3) L‘Inglese verrà insegnato da insegnanti non specializzati che saranno obbligati a seguire un corso. Quelli specializzati verranno licenziati.
Non riesco ad immaginare l'inglese maccheronico che verrà insegnato...

4) Il numero di licenziamenti previsto nella scuola arriva a 150.000
Se non licenziati, passati ad altri incarichi o incentivati ad andare in pesione.

5) Il tempo pieno non è garantito. Si farà solo se ci saranno le risorse e su richiesta dei genitori.(parole della Gelmini a Porta a Porta)
Ripeto, chi si occuperà dei figli il pomeriggio?

6) L’anno prossimo tutti i bambini che verranno iscritti in prima elementare usciranno alle 12.30. Laddove sarà possibile prolungare l’orario fino alle 16.00, non si studierà con i maestri, ma si tornerà al vecchio doposcuola. I bambini verranno “tenuti” da personale non meglio identificato i cui costi, presumibilmente, si dovranno accollare i comuni. Mancando però l’antrata ICI, molti comuni non potranno garantire questo servizio. Da qui le proteste di alcune regioni che si oppongono alla riforma.
E chi pagherà poi? Berlusconi? la Gelmini? Io se avro' dei figli saro' nei guai, perche' non ho nessuno che mi posa guardare i figli mentre sono al lavoro.

7) Le classi saranno portate a 30 alunni contro i 25 di oggi. Considerando che ci saranno come sempre bambini stranieri e bambini problematici, come farà una maestra sola a seguirli tutti?
Una volta ce ne erano 20 per classe, voglio proprio vedere com farà una maestra a controllare 30 bambini.

8) La Gelmini ripristina il voto e la bocciatura per una sola insufficienza anche in un’unica materia sin dalla prima elementare.
Prepariamoci ad una bella serie di bocciature, a meno che gli standard di valutazione non si abbassino drasticamente.

9) L’obiezione fatta da diversi esperti sull’impossibilità di seguire tanti bambini:” All’epoca del maestro unico c’erano anche le classi differenziali per i bambini con problemi. ” La soluzione sembra essere stata individuata in una proposta di legge della Lega Nord:”Mettere i figli degli stranieri in classi ponte perchè sono loro a dover imparare l’italiano per integrarsi, e non si può, per far integrare loro, danneggiare i bambini italiani”.
Ecco una nuova materia di insegnamento a scuola, il razzismo.

10) i costi della scuola:In questi anni la spesa per la scuola è costantemente diminuita. Dati MPI dicono che negli anni ‘90 era il 3,9-4,0% del PIL, ora è del 2,8% del PIL
Diminuisce la spesa ed aumentano i somari.

11) Dice la Gelmini: “Il 97% della spesa per la scuola è destinata agli stipendi. “ Non credo sia così. La spesa per l’istruzione è composta da 42 mld dello stato, più 10 mld di regioni ed enti locali, in totale 52 mld. Per lo stipendio del personale si spendono 41 mld, che su 52 mld complessivi rappresentano il 78,8% del totale, una percentuale al disotto del 79%, che è la media europea.
In ottica di istruzione, in ottica di offrire possibilità per il futuro per le prossime generazioni, credo sia stupido tagliare in questo settore. Perche' non tagliano le spese dei parlamentari?
12) Chiudere tutte le scuole con meno di cinquecento alunni non garantirebbe l’istruzione per tutti, un diritto sancito dalla costituzione.
Senza contare poi le problematiche logistiche, sposatare 400 alunni verso una nuova scuola e' difficoltoso, sempre che si riesca a trovare un posto dove sistemarli.

13) Gelmini afferma: Faremo corsi di formazione per gli insegnanti del sud, dove gli esiti OCSE danno risultati di apprendimento degli alunni più bassi. Gli insegnanti del sud lavorano in buona parte nelle scuole del nord dove gli esiti sono piuttosto lusinghieri.
No Comment.

14) L’ultima affermazione è una sintesi della riforma della scuola che Panebianco non ha compreso affatto: “Gelmini: L’istruzione è pubblica sempre, anche quando è svolta dalle scuole paritarie. Abbiamo bisogno di liberare risorse per poter garantire la libertà di scelta alle famiglie.” Ovvero, dare soldi in più alle scuole private. Ovvero, smantellamento della scuola pubblica.
Ed e' una bella merda, scusate il francesismo.

Fonte http://wildgretapolitics.wordpress.com

lunedì 27 ottobre 2008

L'Italia dell'odio.

"SOLO nella "democrazia dell'applauso" che Berlusconi gradisce può succedere che la voce di una piazza, sicuramente severa ma serena, venga tacitata con uno spregevole "frottole e insulsaggini". Solo nell'"Impero dell'assenso" cui il Cavaliere ambisce può accadere che alla critica di un oppositore, sicuramente aspra ma legittima, si risponda con uno sprezzante "si riposi e ci lasci lavorare"."

"Denigrare continuamente e in qualche modo offendere quella gran parte di Italia che ieri è scesa in piazza con serietà, sobrietà e serenità - aggiunge Finocchiaro - vuol dire dimostrare un'arroganza davvero fuori luogo. Il Pdl ne prenda atto e ne tenga conto: l'opposizione del Pd è forte in Parlamento e nel Paese".


Ma i toni del centrodestra restano alti. E così il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto tornare a lanciare la guerra dei numeri ("erano solo 300mila"), a definire quello di Veltroni "un normale comizio per l'apertura della campagna elettorale" e a ricordare la vittoria elettorale berlusconiana ("nulla fa pensare che i rapporti di forza espressi dall'urna si siano modificati"). Per Domenico Gramazio di An, al Pd "continua a mancare il senso della realtà", mentre il compagno di partito Maurizio Gasparri parla esplicitamente di "flop". Unica voce meno polemica quella del vicepresidente vicario del gruppo Pdl Camera, Italo Bocchino, per il quale "sarebbe interessante se Veltroni desse il via a quel percorso riformatore interrotto dopo il voto, isolando l'irresponsabilità di Di Pietro". Quel Di Pietro di cui l'ex presidente della Camera, il democratico Luciano Violante, vede "come un fatto positivo la presenza alla manifestazione".

Le reazioni sono a tal punto scomposte che, a un certo punto, Anna Finocchiaro s'arrabbia. "Dovrebbero avere più rispetto per una manifestazione che ha portato in piazza oltre due milioni di persone. Il Pdl impari a rispettare l'opposizione, come abbiamo fatto noi quando a manifestare furono loro".

Ma il partito di Silvio Berlusconi non perde tempo per sottolineare l'inutilità della piazza, di fronte al consenso ottenuto dal centrodestra ad aprile e al gradimento per il governo e il presidente del Consiglio che, syando ai sondaggi, spopola. Così c'è chi, pallottoliere alla mano, taglia il numero dei partecipanti (poche centinaia di migliaia contro i due milioni e mezzo annunciati dagli organizzatori). O minimizza la portata dell'intervento del segretario definendolo "noioso e pieno di gaffes". Ma il vero coro è: "Ad aprile gli elettori hanno scelto noi".

domenica 26 ottobre 2008

giovedì 23 ottobre 2008

Eh! Berlusconi grandissimo bugiardo!

"Dilaga la protesta nelle scuole. Berlusconi aveva detto: "Polizia contro le occupazioni", poi smentisce." [Collegamenti verso il sito comunista repubblica.it (1)(2)]

Secondo lui la Democrazia non e' occupare luoghi pubblici ed istituzioni, ma lo è distruggere il sistema scolastico ed universitario in italia. Non si rende conto che esordire con frasi di questo calibro non fa altro che gettare benzina sul fuoco?
Spesso Silvio Berlusconi dice una cosa e dopo 5 minuti smentisce. Gli viene così facile mentire che è veramente da stupidi credere anche solo ad una sua parola. E la Destra lo ha eletto proprio leader, e l'ha votato. Che schifo.

martedì 21 ottobre 2008

Azione Giovani e Smart Filter

Oggi per curiosità ho cercato di accedere al sito di Azione Giovani, e il filtro aziendale ha bloccato l'accesso. Tale sito e' classificato da Smart Filter come "Category: Extreme; Hate / Discrimination; Politics / Opinion", cioè odio, discriminazione. E lo dicono gli americani...

lunedì 20 ottobre 2008

Veltroni Vs Di Pietro

"MILANO - Pd e Italia dei valori ai ferri cortissimi. "L'alleanza con Di Pietro è finita", dice il leader democratico ospite di Fabio Fazio, "perché dopo le elezioni ha rotto il patto di programma e ha rifiutato il gruppo unico". Secca la replica dell'ex pm: "Si arrampica sugli specchi, la verità è che il suo partito è inesistente, e negli ultimi mesi ha oscillato tra collaborazione con il governo e collaborazionismo".

La replica di Tonino. L'ex pm risponde con una serie di sciabolate al leader del Pd. "IdV non ha rotto alcun patto con il Pd, tanto è vero che sta per affrontare, insieme al Pd, le imminenti elezioni in Trentino e speriamo anche in Abruzzo. Noi abbiamo scelto subito un'opposizione chiara, lineare e intransigente, mentre il Pd ha ondeggiato con una linea collaborativa, a tal punto da sembrare talvolta persino collaborazionista". E ancora: "Il buon Veltroni si attacca agli specchi per cercare di giustificare una opposizione che in questi mesi c'è stata poco o per niente"." [
repubblica.it]

Credo che Walter Veltroni non abbia capito bene il motivo della crisi della Sinistra in Italia, cioè lui stesso. I voti presi dall' Italia dei Valori (compreso il mio!) non potranno che aumentare.

L'italia (di Berlusconi) contro il protocollo di Kyoto...

"La richiesta italiana di avere più tempo per approfondire il tema dei costi sulla riduzione dell'anidride carbonica, è stata condivisa da altri 9 stati. Non c'è quindi nessun isolamento dell'Italia in Europa, ma solo la continuazione di un costume deteriore dell'opposizione e cioè quello di fare polemiche anche contro il proprio Paese". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi che reagisce alle polemiche nate dalla richiesta del governo di sospendere l'applicazione delle misure anti-inquinamento per i prossimi 12-15 mesi al fine di verificarne i costi. [repubblica.it]

Le conseguenze del riscaldamento globale sono terrificanti, e sono imminienti, alcuni effetti si posso gia' avvertire ora...
Per quale motivo intralciare il processo virtuoso di inquinare meno e utilizzare meglio le risorse attuali? Forse per favorire gli industriali che se ne sbattono del futuro e del nostro pianeta, ma guardano solo ai propri interessi ed al loro tornaconto economico? Cioè, ci stiamo giocando il futuro solo perche' i ricchi vogliono essere ancora più ricchi?
Riporto per intero un'articolo dove si spiegano bene i differenti punti di vista su questo problema.

"I COSTI

Per il governo. Secondo il governo adempiere agli obiettivi previsti dalla direttiva 20-20-20 costerebbe all'Italia una cifra compresa tra i 18 e i 25 miliardi l'anno, pari a circa l'1,14 del Pil. Dati che secondo Palazzo Chigi si desumono da valutazioni della stessa Unione Europea nei suoi studi preliminari. Risorse superiori a quelle chieste ad altri stati dell'Unione e che avrebbero l'effetto di frenare la ripresa economica nazionale. Posizione questa, in sintonia con quella di Confindustria, grande sponsor dell'indietro tutta nella lotta ai cambiamenti climatici.

Per l'Unione Europea. Secondo Bruxelles i conti vanno fatti però in maniera diversa. "La stima dei costi aggiuntivi - spiega il commissario all'Ambiente, il conservatore greco Stavros Dimas - secondo la Commissione, è pari infatti al massimo allo 0,66% del Pil. E questo dato prende in conto tutti gli elementi del pacchetto su clima ed energia: non solo gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di gas serra e per lo sviluppo delle rinnovabili, ma anche i 'meccanismi flessibili' che si possono utilizzare per raggiungerli".

Per gli ambientalisti. Gli ambientalisti insistono poi affinché parlando dell'agenda 20-20-20 il discorso venga allargato alle ricadute positive che il governo italiano sembra non voler contabilizzare. "Per l'Italia - spiega Edoardo Zanchini di Legambiente - l'Ue stima un risparmio di 7,6 miliardi l'anno nel taglio delle importazioni di idrocarburi e di 0,9 miliardi di euro nei costi per contrastare l'inquinamento. I costi effettivi pertanto scendono fino a trasformarsi in un guadagno netto di 600 milioni di euro l'anno. Questo senza contare i benefici di lungo termine sul piano dello sviluppo di un settore innovativo come quello delle rinnovabili e di crescita occupazionale".

Per gli industriali. Posizioni almeno in parte simili sono condivise anche da larghi settori dell'industria europea. Il Gruppo europeo dei dirigenti di impresa, che raggruppa i vertici di grandi società come Phillips, Shell, Tesco e Vodafone, ha inviato recentemente a ogni membro dell'Europarlamento una lettera in cui esprimeva il proprio favore nei confronti delle misure proposte. "Siamo dell'idea - si leggeva nella missiva - che i benefici di un intervento deciso e tempestivo sul cambiamento climatico siano superiori ai costi dell'inazione. Riconosciamo che le questioni legate alla competitività europea e le preoccupazioni europee riguardo alla recessione economica globale influenzeranno il dibattito, ma siamo certi che l'adozione di un pacchetto legislativo deciso ed efficace alla fine avrà effetto positivo sulle imprese europee".

I MECCANISMI FLESSIBILI

Secondo il governo. Altro tema di scontro tra Roma e l'Europa è il mercato delle emissioni di CO2 (Ets, Emission trading scheme). Si tratta in poche parole di una speciale "Borsa", la cui creazione era già prevista dal Protocollo di Kyoto, che permette agli operatori virtuosi (coloro che hanno ridotto le proprie emissioni) di vendere i tagli in eccesso alle imprese rimaste invece indietro. Un meccanismo che dovrebbe permettere di incentivare l'innovazione che migliora l'efficienza e il risparmio energetico. Secondo il presidente del Consiglio la compravendita di questi titoli assomiglia a un mercato dei derivati simile a quello dei mutui subprime e pertanto va assolutamente abbandonata.

Secondo l'Unione Europea. In questo caso da Bruxelles nessuno si è scomodato per rispondere in maniera diretta a Berlusconi, tanto il mercato delle emissioni (che gode anche della benedizione delle Nazioni Unite) è ritenuto uno strumento chiave. "Il commercio dei diritti di emissione - ha ricordato ancora il Commissario Dimas - consente alle industrie dell'Ue di scambiarsi le quote di CO2 assegnate loro, garantendo che le emissioni siano ridotte laddove è meno costoso farlo". Recentemente il meccanismo Ets è uscito tra l'altro rafforzato (anche se con delle modifiche sgradite agli ambientalisti) dal voto della Commissione Ambiente dell'Europarlamento.

USA E CINA

Secondo Berlusconi. Altro elemento portato dall'Italia a sostegno dello stop alla direttiva 20-20-20 è l'obiezione che l'Europa da sola non è in grado di ottenere nessun risultato di rilievo nel contrastare i cambiamenti climatici, mentre Stati Uniti e Cina continuano ad inquinare senza freni.

Secondo gli altri leader. Si tratta di un'affermazione vera solo in parte. I leader dell'Unione più impegnati nella lotta ambientale come Angela Merkel hanno presente il problema e non hanno esitato ad ammettere la questione, ma hanno più volte ribadito che il miglior modo per convincere i paesi emergenti recalcitranti (Cina, India e Brasile innanzitutto) è dimostrare che chi sino ad oggi ha fatto i danni maggiori (ovvero l'Occidente) sia credibile nel dare il buon esempio.

Cosa accade in Cina. Inoltre non è esattamente vero che Cina e Stati Uniti non intendono impegnarsi. Pechino, che sicuramente non vede positivamente l'idea di sottostare a vincoli internazionali, non ha però escluso del tutto un'adesione al rinnovo del Protocollo di Kyoto (dal 2012 in poi) e al momento sta mercanteggiando per ottenere aiuti tecnologici dall'Occidente. Allo stesso tempo la Cina internamente sta portando avanti obiettivi ambiziosi quanto quelli dell'Ue (rinnovabili al 19% entro il 2020) e il risparmio energetico è divenuta una delle priorità di governo indicate dal Partito comunista.

Cosa accade negli Usa. Anche negli Usa le cose non sono così statiche come descritte da Berlusconi. Pochi in questi giorni hanno sottolineato che tra i provvedimenti inseriti nel piano di salvataggio del ministro del Tesoro Henry Paulson è stato inserito anche il rifinanziamento degli incentivi alle fonti rinnovabili. Inoltre, seppur tra contraddizioni e ambiguità, tanto Obama quanto McCain, hanno ammesso la necessità di regolamentare in maniera stringente le emissioni di anidride carbonica. Aperture dettate sia dal fatto che chiunque vinca la Casa Bianca dovrà vedersela sicuramente con una maggioranza democratica (un disegno di legge in proposito è già stato depositato), sia dal fatto che molti Stati stanno andando avanti per conto proprio. A fine settembre, ad esempio, si è svolta la prima asta organizzata da una coalizione di 10 stati del Nordest, la Regional Greenhouse Gas Initiative, per l'acquisto dei diritti d emissione. Un'iniziativa che si richiama all'Ets europeo." [repubblica.it]

lunedì 13 ottobre 2008

Ecco perchè non mi piace il calcio e tutto quello che gli gira attorno.

Il ministro condanna il comportamento dei tifosi: "Chiedere scusa alla Bulgaria", Il direttore dell'Osservatorio Viminale: "Cori per il Duce e saluto romano lì non sono reato"
Tre ultrà azzurri fermati a Sofia, La Russa: "Vergogna i cori fascisti"
Tutti rilasciati in serata. Maroni: "Saranno sottoposti a Daspo"
Lippi: "E' la prima volta e non deve accadere mai più"

SOFIA - Il mondo politico e quello sportivo condannano la notte brava degli ultrà italiani che, a Sofia, in occasione della partita di qualificazione mondiale della Nazionale contro la Bulgaria, hanno dato vita tra l'altro a marce e cori di ispirazione fascista. "Una vergogna quei cori e un gesto inqualificabile l'aver bruciato la bandiera bulgara" dichiara il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. "Bisognerebbe chiedere scusa alla Bulgaria. Se fossi stato lì mi sarei vergognato. Non c'è nessuna giustificazione storico-politica per questa gente, sono solo maldestre esibizioni muscolari", continua l'esponente di An, al quale poi il suo ex compagno di partito Francesco Storace ricorda che "quei cori sono simili a quelli che intonava anche lui da giovane".

Nel tardo pomeriggio arriva la presa di posizione del ministro dell'Interno Roberto Maroni: "Quando torneranno in Italia saranno sottoposti a provvedimenti amministrativi di sospensione dalla partecipazione ad avvenimenti sportivi, il Daspo, perché non ci si può comportare così né dentro né fuori gli stadi".

Gesti inqualificabili e parole dure, con qualche eccezione. Di diverso tenore sono infatti le considerazioni di Domenico Mazzilli, da poche settimane direttore dell'Osservatorio del Viminale sulla sicurezza delle manifestazioni sportive, che non condanna il comportamento dei centocinquanta ultrà italiani: "I cori 'Duce-Duce' e il braccio teso durante l'inno di Mameli? In Bulgaria non è reato... Io non faccio il sociologo - aggiunge - i reati vanno attribuiti nel Paese in cui avvengono. Fino adesso questo gruppo era rimasto in riga, ora vedremo bene cosa è successo e valuteremo per il futuro. Ma parliamo anche dei fischi all'inno di Mameli: anche quelli non sono reato, ma se mi permettete non sono educazione...".

Intanto la polizia bulgara ha identificato e trattenuto per tutto il giorno tre tifosi italiani ritenuti responsabili di aver dato fuoco alla bandiera bulgara all'inizio della partita. Dopo aver visionato i filmati, in cui si vede appiccare il fuoco al vessillo bulgaro sugli spalti dello stadio di Sofia, gli inquirenti hanno rilasciato i tre giovani, tutti originari del nord Italia: si tratta di A.P. 28 anni, indagato e solo in serata divenuto "persona informata dei fatti", e poi V.F., 21 anni, ed E.B. 27 anni, le cui posizioni, come sottolinea l'avvocato Giovanni Adami, sin da stamattina erano state derubricate a quella di testimoni. I tre sono stati rilasciati in serata. "I miei tre assistiti sono stati rilasciati questa sera - ha spiegato il legale, che e' anche componente del gruppo Ultrà Italia - anche per il terzo ragazzo, il pm bulgaro ha derubricato la posizione da indagato a persona informata dei fatti. Il giudice ha riconosciuto che non c'erano prove, l'inchiesta prosegue contro ignoti".

L'ambasciata italiana segue il caso. Nello stesso frangente, secondo quanto si è appreso, i tifosi della Bulgaria avevano dato alle fiamme uno striscione con il tricolore sottratto ai supporter italiani.

Quanto accaduto a Sofia ha suscitato reazioni di condanna anche nel mondo sportivo. "Anche se ieri io mi sono accorto solo dei fischi all'inno di Mameli - dice il ct azzurro Marcello Lippi - ho letto oggi cosa è successo. E' la prima volta e non deve accadere più. Non voglio dire altro, anche perché di queste cose devono parlare le persone che se ne occupano".

"E' la prima volta che la Nazionale vive una serata così, e lo dice uno che è in azzurro dal 1963" commenta con amarezza Gigi Riva. "Noi non abbiamo bisogno di tifosi così - ha aggiunto il capo delegazione azzurro - anche perché non siamo come loro. Insomma, condanniamo quello che è successo. Arrivare lì allo stadio e vedere che nell'angolino della curva riservato agli italiani succede questo non è certo bello. Tra l'altro, hanno incattivito la partita". Riva, però, propone di staccare la spina: "Io sono per non parlarne, questa gente non va presa in considerazione anche perché cerca pubblicità. E poi i veri tifosi della Nazionale sono persone perbene e sono tanti milioni".

"E' una vergogna del calcio, anzi dello sport italiano, ma non la caratterizzerei in maniera politica" ha commentato Rocco Crimi, sottosegretario con delega allo Sport, criticando il comportamento dei tifosi ma definendo "irrilevante" la connotazione politica. "Perché la verità è che ci sono tifosi violenti di destra, di centro e di sinistra che cercano solo di sfruttare la ribalta mediatica del calcio. Occorre isolarli - ha concluso Crimi - e il ministro dell'Interno sta facendo il massimo. Ma il problema non è semplice anche perché stiamo svuotando gli stadi e la conseguenza è anche in uno spettacolo privato di parte del suo fascino".

Marco Minniti, ministro dell'Interno nel governo ombra del Pd, ha denunciato la "comparsa degli ultrà fascisti per la prima volta al seguito della nazionale". "Gli ultrà che fanno i saluti romani, che agitano svastiche e innalzano grida fasciste: quello che è successo in Bulgaria è gravissimo e allarmante e rappresenta un colpo duro all'immagine stessa dell'Italia - ha commentato - E' necessario che ci sia una risposta esemplare. E' necessario che i responsabili, gruppetti ben conosciuti, vengano identificati e duramente puniti con la collaborazione della Federazione gioco calcio e con l'impegno delle forze dell'ordine". (12 ottobre 2008) [REPUBBLICA.IT]

I violenti della notte di Sofia erano stati segnalati come "organici a formazioni di estrema destra"

Quei filo-nazi partiti dal Nordest che dal 2003 assediano la Nazionale di CARLO BONINI

ROMA - I cinque di Sofia, tra arrestati e "trattenuti come testimoni", non arrivano a trent'anni. Ventisette il più giovane, ventinove il più vecchio. Vivono a Milano, Treviso, Como, Lucca, Napoli. Almeno due di loro negli archivi della nostra polizia di Prevenzione erano già finiti. Non per fatti di stadio, ma perché "segnalati come organici a formazioni di estrema destra". Due profili che - a dire di fonti diverse del Dipartimento di Pubblica sicurezza - sembrano redatti con carta copiativa. "Neri da Curva". Prodotti del vivaio dell'odio e dell'intolleranza. Che ormai - soltanto a voler stare al rapporto presentato nel maggio scorso al Parlamento dal nostro Servizio interno (Aisi) - monopolizza da destra 63 delle 98 sigle in cui si articola la geografia ultras nel nostro Paese.

Eppure, nel palazzo del pallone, nelle sue periferie (l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive) e in almeno una delle componenti di governo (Alleanza nazionale), in molti, "indignati", cadono (o fingono di cadere) dal pero. Come se la notte bulgara avesse rivelato una maligna metastasi di cui si ignorava l'esistenza. Come se "Ultras Italia" fosse un nuovo brand d'esportazione venuto alla luce per partenogenesi in qualche ignoto interstizio della nostra provincia nera. Insomma, il solito "cesto di mele marce".

Non è così.

Le "pezze" con cui "Ultras Italia" annuncia negli stadi italiani ed europei la propria nascita portano la data del 2002-2003. E non è difficile riconoscerle. Sono stoffe tricolori appese alle gradinate, in cui è impresso con caratteri tipografici del Ventennio il nome della città che ne fa mostra come "testimonianza di italianità". Si comincia con Verona, Udine, Padova, Trieste, che è poi il quadrilatero nero in cui il grumo si addensa, si manifesta e trova al suo interno ragioni sufficienti a un lavoro di proselitismo.

"In quella fase - racconta un qualificato funzionario di Polizia che da anni fa parte delle 'squadre tifo' che seguono la nostra nazionale - contavamo non più di una cinquantina di elementi. Per lo più del nord-est, che scommettevano sulla possibilità di creare una struttura agile, visibile e in grado di affermare una raggiunta egemonia politica di destra nelle curve del Paese".

Del resto, il Triveneto non è luogo geograficamente neutro. Il "Fronte Veneto Skin" e "Forza Nuova" sono la ruota dentata xenofoba in cui si incastra una nuova geografia politica e sociale, di cui, ogni domenica, le curve sono lo specchio. A Verona, dopo lo scioglimento delle "Brigate Gialloblù", i nuovi padroni sono i neri di "Verona front" e "Gioventù scaligera". A Trieste, gli "Ultras Triestina" si imbandierano nei vessilli imperiali austro-ungarici. A Udine, gli "Hooligans Teddy Boys" e i "Nord Kaos" maneggiano ciarpame neonazista non diverso da quello degli "Hell's Angel Ghetto" di Padova.

Il palcoscenico della Nazionale offre agli occhi di questo laboratorio nero tre indubbi pregi. E' vergine, perché non ingombro in tutta la sua storia di sigle ultras. E' mediaticamente sovraesposto. Si presta magnificamente alla semplificazione delle parole d'ordine e dei simboli con cui la destra xenofoba declina la sua "italianità".

L'inno di Mameli intonato con il saluto romano, i bomber neri, le teste rasate, le croci celtiche, l'aquila nazista, le ss runiche sono già a Stoccarda e Varsavia nel 2003 ad accompagnare la nostra Nazionale. Affacciano, ignorate dallo sguardo televisivo, in Portogallo, agli Europei del 2004. Fino a quando non si manifestano con violenza, a Palermo, nel 2005, durante un'Italia-Slovenia.

Gli "Ultras Italia" caricano gli sloveni a cinghiate al grido di "Tito Boia" e le "pezze" che di lì in avanti si trascinano dietro non parlano più soltanto il dialetto veneto. Si sono unite alla nuova giostra "Como", "Busto Arsizio", "Ravenna", "Napoli", "Reggio Calabria", "Torre del Greco", "Latina", "Castelli Romani", "Angri", "Nocera Superiore". I cinquanta degli inizi non sono più tali (a Sofia, sabato, se conteranno 144. A Larnaca, il 6 settembre scorso, erano in 150). Segnalando così come il "progetto", seguendo una geografia dell'appartenenza politica, non soltanto abbia superato la linea gotica, ma sia riuscito nell'obiettivo di far coesistere grazie al suo collante squisitamente nero, tifoserie altrimenti divise da odi sanguinosi (come la veronese e la napoletana).

Ma al di fuori degli addetti, i fatti di Palermo non sembrano inquietare nessuno. Neanche quando - sono i primi mesi del 2006 - una delegazione di "Ultras Italia" partecipa in Austria ad un raduno a Braunau (città natale di Hitler), dove la feccia neonazista d'Europa (inglesi, spagnoli, francesi, tedeschi) si incontra per pianificare un Mondiale di Germania violento. "Ultras Italia" può tranquillamente continuare a far mostra delle sue "pezze" negli stadi del Mondiale e, nei due anni successivi, in quelli delle qualificazioni per gli Europei. Il saluto romano, per dirne una, allieta anche l'inno di Mameli intonato il 22 giugno di quest'anno a Vienna, dove l'Italia gioca la sua semifinale con la Spagna. Tranne gli osservatori della nostra polizia, nessuno, a quanto pare, vede o vuole vedere.

Il senso comune liquida la faccenda come "folclore". Lo stesso che fa dire, oggi, al nuovo direttore dell'Osservatorio, Domenico Mazzilli (significativamente questore di Trieste fino a tre mesi fa) che, in fondo, ""Duce-Duce" a Sofia non è reato". Che convince Giovanni Adami, 36 anni, avvocato di Udine, legale dei 5 fermati, tra i sostenitori del progetto "Ultras Italia", a pronunciare su questa storia una parola "definitiva": "La verità è che gli aggrediti siamo noi, gli italiani".(13 ottobre 2008) [REPUBBLICA.IT]

Che schifo, uno sport, un gioco, un passatempo, un momento di aggregazione e divertimento, oramai in mano a degli idioti che si si fregiano di simboli e contenuti di cui non sanno nulla. Una volta le famiglie andavano a fare il picnic in curva, con panini e vino, con i bambini festanti e sorridenti. Ora gli stadi di calcio sono posti spaventosi e terrificamti. A questo punto che senso ha ancora il calcio, se non è più divertimento, ma politica e violenza? Perchè gli sponsor continuano a versare soldi nel calcio? Perchè i mezzi di comunicazione continuano a parlare solo di calcio? Perchè gli italiani continuano a seguire il calcio?

giovedì 9 ottobre 2008

Il governo salva Geronzi Tanzi e Cragnotti

Sorpresa nel decreto Alitalia: reati non perseguibili se non c'è il fallimento. Ad accorgersene per prima Milena Gabanelli, l'autrice della trasmissione Report.

ROMA - Un'altra? Sì, un'altra. E per chi stavolta? Ma per Cesare Geronzi, il presidente di Mediobanca negli impicci giudiziari per via dei crac Parmalat e Cirio. La fabbrica permanente delle leggi ad personam, col marchio di fedeltà del governo Berlusconi, ne produce un'altra, infilata nelle pieghe della legge di conversione del decreto Alitalia. Non se ne accorge nessuno, dell'opposizione s'intende, quando il 2 ottobre passa al Senato. Eppure, come già si scrivono i magistrati nelle maling list, si tratta d'una "bomba atomica" destinata a far saltare per aria a ripetizione non solo i vecchi processi per bancarotta fraudolenta, ma a bloccare quelli futuri.

Addio ai processi Parmalat e Cirio. In salvo Tanzi e Cragnotti. Salvacondotto per l'ex presidente di Capitalia Geronzi. Colpo di spugna anche per scandali di minore portata come quello di Giacomelli, della Eldo, di Postalmarket. Tutto grazie ad Alitalia e al decreto del 28 agosto fatto apposta per evitarne il fallimento. Firmato da Berlusconi, Tremonti, Scajola, Sacconi, Matteoli. Emendato dai due relatori al Senato, entrambi Pdl, Cicolani e Paravia. Pronto per essere discusso e approvato martedì prossimo dalla Camera senza che l'opposizione batta un colpo. [Continua...]

Che dite, è più un "No comment" o un "Si comment"? In ogni caso, complimenti al centro destra italiano, che non perde occasione per curare i propri interessi a discapito del Popolo Italiano.
E pensare che Silvio aveva detto che chi votava a sinistra (Comunisti!) era un coglione... mi sa che si era sbagliato! Forza Italia!

Aggiornamento 09/10/2008
Tremonti: "Via la salva-manager o il ministro dell'Economia se ne va"
Uhm... Gatta ci cova...

martedì 7 ottobre 2008

Referendum, quorum mancato. Fallita la spallata alla giunta Soru

L'appello di Silvio Berlusconi non è stato sufficiente. Il centrodestra sardo manca la spallata al governatore Renato Soru e alla sua giunta. Nell'isola vince l'astensione nella battaglia sull'abrogazione della legge salvacoste e di Abbanoa (le norme sulla gestione delle risorse idriche e sulla tariffa unica dell´acqua). I votanti sono stati trecentomila (20,4 per cento), ne occorrevano duecentomila in più. Il Pd afferma che questi risultati «premiano l'azione della giunta» L'Idv: «Sconfitto anche Berlusconi» [LANUOVASARDEGNA]

Anche qui, cerchiamo di farla semplice semplice, senza fare troppa dietrologia.
Le forze politiche del centro-destra, hanno cercato di far abolire alcune leggi che tutelano le coste sarde (per intenderci, la destra ha espresso il desiderio di costruire sulle coste della Sardegna, fregandosene dei vincoli ambientali e paesaggistici), e di permettere a chi gestisce gli acquedotti di fare il prezzo che vuole per l'approvvigionamento idrico delle case dei Sardi (e di certo, essendo oramai tutto privatizzato, il prezzo, se fosse stata abolita questa legge, sarebbe salito).
L'acqua non e' una merce ma un bene primario e vitale! Non può essere monetizzato e basta!

Non sono un fan di Soru, ma sicuramente il centro-destra avrebbe fatto meglio spendere le proprie energie in direzioni più sensate.

lunedì 6 ottobre 2008

Signore e Signori... Lennart Green!

Lennart Green e' stato campione del mondo FISM di magia close-up (micromagia) con le carte nel 1991, ed è uno dei maestri di questa specialità. Ecco a voi la sua incredibile performance al TED.

Zombie Day a Roma il 2 Novembre!!

"Ritorno a parlare di Zombie Day e vi comunico finalmente che è stato organizzato si terrà nientepopodimenoche il 2 Novembre (quale giorno più adatto di questo?) alle ore 15.00 davanti la fermata della Metro B “Colosseo” quindi siete tutti invitati a partecipare." [GUIZARD]

Per saperne di più leggete sul blog di Guizard!

Uno zombie day, quello in oggetto del post sarà il primo zombie day in italia, è un tipo di flash mob: "un gruppo di persone che si riunisce all'improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un'azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell'azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l'azione abbia luogo."
Leggi la pagina completa su http://it.wikipedia.org/wiki/Flash_mob

Insomma, per farla semplice semplice, il 2 novembre alle ore 15.00 ci si trova a Roma, davanti alla fermata "Colosseo", quindi al Colosseo, travestiti da zombie, e si "zombeggia" un pò, sia tra gli zombie, sia molestando i passanti cantilenando e/o salmodiando "cervello... cervello... fame... cervello...", come nei bei film di una volta di George A. Romero...

venerdì 3 ottobre 2008

Grillo prepara l'assalto ai Comuni

Sul blog del comico la mappa delle liste civiche: «In Italia sono ovunque»

ROMA Due cartine: una del pianeta, una dell’Italia, con tante spille virtuali, bianche e rosse, per segnare i luoghi dove sono nati i "meetup" di Beppe Grillo. Sul suo blog il popolare comico e polemista genovese pubblica la mappa delle forze che pensa di poter mettere in campo alle prossime elezioni amministrative. «I gruppi spontanei sul territorio - scrive Grillo - stanno crescendo. Sono 505 in tutto il mondo. Più di 73.000 persone. In Italia sono ovunque, da Ferrara a Siracusa».

«Meetup - spiega - è adesso in italiano. La Rete è entrata nella realtà con i Meetup. I cittadini senza rappresentanza possono rappresentarsi da soli. Filmare, denunciare, proporre. E proporsi attraverso le liste civiche alla gestione del proprio Comune».

La battaglia di Grillo contro i partiti, insomma, va oltre i "Vaffa", come del resto era ormai previsto. «La democrazia con la delega al segretario di partito, senza neppure la possibilità di scegliere il candidato, è una buffonata», accusa. «7/8 persone condizionate da lobby, mafie e gruppi massonici - continua - decidono ogni cosa. Dall’acqua, all’energia, alla giustizia. Questo periodo della nostra Storia sarà ricordato come quello della Dimenticanza. L’italiano si sta scordando di essere un uomo libero e di essere stato centro della Civiltà per secoli. Ci vogliono trasformare in un popolo di schiavi. Hanno scritto che voglio andare all’estero, ma all’estero ci andranno loro. Craxi ha tracciato il solco anche per gli altri. Create delle isole di democrazia diretta nei vostri Comuni o iscrivetevi ai Meetup esistenti». [LASTAMPA]

Grande Grillo! Non si tratta di "antipolitica", perche' la gente vuole partecipare attivamente alla vita politica del proprio paese. Si tratta di rifiuto del sistema dei partiti italiano, gestito oramai solo più da faccendieri!

martedì 30 settembre 2008

Spike Lee: "Per il mio film non chiedo scusa ai partigiani"

ROMA - "Come regista di questo film, sento di non dover chiedere scusa a nessuno. Ci sono diverse interpretazioni di cosa accadde quel giorno, ma un unico fatto sicuro: il 12 agosto 1944, la Sedicesima divisione delle Ss massacrò 560 civili a Sant'Anna di Stazzema. Uomini, donne, anziani, bambini. Questa è la sola cosa certa. Per il resto, non mi preoccupa che la mia pellicola provochi polemiche: discutere del passato, della Seconda guerra mondiale, è sempre un fatto positivo".

E' con queste parole che Spike Lee - subito dopo l'anteprima per la stampa italiana del suo attesissimo Miracolo a Sant'Anna, centrato su una delle più efferate stragi naziste sul suolo italiano - cerca di rispedire al mittente le critiche che il film ha suscitato. Alcuni sopravvissuti o loro parenti si sono lamentati di non aver potuto vedere l'opera prima del montaggio finale, magari per avere la possibilità di rettificare questo o quel particolare. E poi l'escamotage usato dal regista per spiegare lo scatenarsi dell'eccidio - e presente giù nell'omonimo romanzo di James Bride (edito da Rizzoli) da cui è tratto - è di quelli naturalmente destinati a far discutere: a provocare il massacro, nella finzione letteraria e cinematografica, è infatti un partigiano. Un traditore, al soldo dei tedeschi. Cosa che non è piaciuta all'Anpi.

Un polverone che Lee respinge: "Un film - spiega - non può essere una fotografia esattissima del passato. Il mio scopo, all'interno di una storia che è inventata, era far rivivere un capitolo della storia italiana che, come mostrano anche queste polemiche, ancora non è risolto. Perché gli italiani, così come i francesi, non erano tutti da parte dei partigiani: che infatti si nascondevano sulle montagne, lasciando loro malgrado la popolazione civile alla mercé delle rappresaglie". Meno nette, invece, le parole di McBride: "Se ho offeso involontariamente la sensibilità di qualcuno, chiedo scusa. Ma per me era importante riportare l'attenzione su un episodio così terribile e purtroppo poco conosciuto: meglio discutere della sua interpretazione che dell'ultima puntata del Grande Fratello, non credete?".

Eppure, dopo aver visto Miracolo a Sant'Anna, resta la sensazione che la strage nel paesino toscano citato nel titolo sia solo un pretesto. Perché in realtà ciò che interessava, a Lee e a McBride, era mostrare il ruolo che un battaglione di soldati afroamericani - i Buffalo Soldiers - ebbe nella nostra guerra di Liberazione. E infatti sono quattro militari di colore appartenenti a quel gruppo, i protagonisti della pellicola: Stamps (Derek Luke), Bishop (Michael Ely), Hector (Laz Alonso) e il mastodontico e infantile Train (Omar Benson Miller). Di stanza in Toscana, i quattro non vengono creduti dai loro comandanti bianchi, quando segnalano la loro posizione oltre un fiume.

Si ritrovano così, abbandonati, nella Val del Serchio, con al seguito un bambino (Matteo Sciabordi), salvato da Train, che viene da Sant'Anna di Stazzema, e che porta nello sguardo, e nel modo di comportarsi, i segni di un trauma terribile. Giunti in un paesino della zona, i cinque - i soldati più il piccolo - vengono a contatto con la popolazione locale. La sensuale Renata (Valentina Cervi); suo padre fascista (Omero Antonutti); i partigiani interpretati da Pierfrancesco Favino e Sergio Albelli. Fino a che un orribile tradimento viene svelato, proprio mentre i nazisti attaccano in forze... E solo quasi quarant'anni dopo, questa storia di guerra e insieme di speranza troverà il suo epilogo.

Questo il film che sbarca nelle sale, venerdì, in 250 copie, distribuito dalla 01. E che negli Stati Uniti ha avuto anche delle stroncature. "E' vero, a giornali come Variety non è piaciuto - ammette il regista - che devo fare, tagliarmi le vene, buttarmi dell'Empire State Building, cambiare lavoro?". Lui, invece, del film è assai soddisfatto: "La storia scritta da James (McBride), è fantastica, e mi ha dato modo di raccontare i Buffalo Soldiers". Vale a dire, un pezzetto di storia americana poco conosciuto e che adesso, con la candidatura di Obama, acquista un significato particolare. "Credo che Barack ce la farà - assicura il regista - certo, alcuni non lo amano proprio per il colore della sua pelle. Ma se pensiamo che gli elettori dell'Iowa, che non è certo un posto pieno di neri, lo hanno scelto, vuol dire che non siamo solo noi afroamericani a volerlo alla presidenza".

Quanto al coinvolgimento della popolazione di Sant'Anna, Lee annuncia che "saranno invitati alla proiezione ufficiale che faremo a Firenze". Vedremo, allora, quali saranno le loro reazioni. Quel che è certo, invece, è che il film andrà in tutte le sale italiane con una didascalia iniziale, in cui si dice che la pellicola è solo ispirata a fatti reali, e si ricorda che la strage fu compiuta esclusivamente dai nazisti. Un modo per mettere le mani avanti. (repubblica.it)

venerdì 26 settembre 2008

Berlusconi: «Via al nucleare»

«In primavera il governo presenterà un Piano energetico nazionale che prevede rà anche l'avvio del nucleare» ROVIGO - «Entro la prossima primavera il governo presenterà un Piano energetico nazionale» che prevedrà anche «l'avvio del nucleare». Lo ha annunciato il premier Silvio Berlusconi intervenendo alla cerimonia per l'inaugurazione del rigassificatore di Rovigo spiegando che il Piano si baserà «sulla diversificazione delle fonti, l'avvio del nucleare e le energie rinnovabili» e consentirà al Paese di riportare «i costi energetici allo stesso livello delle altre imprese e famiglie europee». CRISI USA - «Abbiamo un bilancio dello stato che piange» a causa di un «enorme debito pubblico» ha agiunto Berlusconi. Per il premier la crisi americana porterà ad un aumento dei tassi di interesse «e il bilancio italiano certamente ne risenterà». PONTE SULLO STRETTO E TAV - «La Sicilia avrà il suo ponte entro la legislatura» ha promesso poi il premier. Che è poi intervenuto anche sull'Alta velocità ferroviaria spiegando che: «lo Stato deve inmporsi sulle spinte anarchiche». [LINK]

E noi per la primavera saremo pronti a spiegargli che e' una emerita stupidata fare le centrali nucleari quando negli altri paesi non si fanno più.