venerdì 28 agosto 2009

Venti domande...

Ecco le prime:

1. Il 26 settembre 1968, la sua Edilnord Sas acquistò dal conte
Bonzi l'intera area dove lei, signor Berlusconi, edificherà Milano2.
Lei pagò il terreno 4.250 lire al metro, per un totale di oltre tre
miliardi di lire. Questa somma, nel '68, quando lei aveva 32 anni e
nessun patrimonio familiare a disposizione, era di enorme portata.
Oggi, tabella Istat alla mano, equivarrebbe a oltre 38.739.000.000
lire. Dopo l'acquisto, lei aprì un gigantesco cantiere edile, il cui
costo arriverà a sfiorare i 500 milioni al giorno, che in 4-5 anni
edificherà l'area abitativa di Milano2. Tutto questo denaro chi
gliel'ha dato, signor Berlusconi? Chi si nascondeva dietro le
finanziarie di Lugano? Risponda.

2. Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali
Sas compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni di lire
(4,8 miliardi di oggi. Fonte Istat). Il 22 luglio 1975 – un anno dopo
– la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai
suddetti seicento milioni a due miliardi (14 miliardi di oggi. Fonte
Istat). Anche in questo caso, che è solo l'esempio di alcune delle
tante e fortissime ricapitalizzazioni delle sue società, signor
Berlusconi, vogliamo sapere da dove e da chi le sono pervenuti tali
ingentissimi capitali in contanti. Se lei non lo spiega, signor
Berlusconi, si è autorizzati a ritenere che sia denaro di dubbia
origine, denaro dall'orribile odore.

3. Il 2 febbraio 1973, lei, signor Berlusconi, fondò un'altra
società: la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola
impresa diventò una Spa, con un aumento di capitale a 500 milioni. In
seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi, e lei farà in modo
da emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi.
Nell'arco di nemmeno tre anni, una sua società forte di un capitale di
20 milioni, appunto Italcantieri Srl, si trasformerà in un colosso,
moltiplicando per 100 il suo patrimonio. Come fu possibile? Da dove
prese, chi le diede, in che modo entrò in possesso, signor Berlusconi,
di queste fortissime somme in contanti? Risponda. Lo spieghi.

4. Il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord Sas, signor
Berlusconi, cedette alla neo-costituita Milano2 Spa tutto il costruito
di Milano2 più alcune aree ancora da edificare. Tuttavia, quel giorno
lei decise anche il contestuale cambiamento di nome della società
acquirente. Infatti l'impresa Milano2 Spa cominciò a chiamarsi così
proprio in quella data. Quando fu fondata a Roma, il 16 settembre '74,
rispondeva al nome Immobiliare San Martino Spa, «forte» di lire
1.000.000 di capitale e amministrata da Marcello Dell'Utri, il suo
«segretario». Sempre il 15 settembre 1977, quel milione di salirà a
500, il 19 luglio 1978 a due miliardi. Un'altra volta: tutto questo
denaro da dove arrivò?

5. Signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima
Fininvest, lei sa bene che nacque in due tappe. Il 21 marzo 1975 a
Roma lei diede vita alla Fininvest Srl, venti milioni di capitale, che
l'11 novembre diventeranno 2 miliardi con il contestuale trasferimento
della sede a Milano. L'8 giugno 1978, ancora a Roma, lei fondò la
Finanziaria di Investimento Srl, soliti 20 milioni, amministrata da
Umberto Previti, padre del noto Cesare. Il 30 giugno 1978, quei venti
milioni diventeranno 50, e il 7 dicembre 18 miliardi (81 miliardi di
oggi). Il 26 gennaio 1979 le due «Fininvest» si fonderanno. Ebbene,
questa gigantesca massa di capitali da dove arrivò, signor Berlusconi?

6. Signor Berlusconi, lei almeno una volta sostenne che le 22
holding alla testa del suo impero societario vennero costituite da
Umberto Previti per pagare meno tasse allo stato. Nessuno dubiterà mai
più di queste sue affermazioni, quando lei spiegherà per quale ragione
affidò consistenti quote delle suddette 22 holding alla società
Par.Ma.Fid. di Milano, la medesima società fiduciaria che nel medesimo
periodo gestì il patrimonio di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa
Nostra e grande riciclatore di soldi sporchi per conto di Alfredo e
Giuseppe Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Carmelo Gaeta e
altri boss della mafia siciliana operanti a Milano. Perché la
Par.Ma.Fid.?

7. E' universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come
imprenditore è nato col «mattone» per poi approdare alla tivù. Ebbene,
sul finire del 1979, lei diede incarico ad Adriano Galliani di girare
l'Italia ad acquistare frequenze televisive, ed infatti Galliani si
diede molto da fare. Iniziò dalla Sicilia, dove entrò in società con i
fratelli Inzaranto di Misilmeri, frazione di Palermo, nella loro
Retesicilia Srl. Soltanto che Giuseppe Inzaranto, neo-socio di
Galliani, era anche marito della nipote prediletta di Tommaso
Buscetta, che nel 1979 non è un «pentito», è un boss di prima
grandezza. Questo lei lo sapeva, signor Berlusconi? Sapeva di aver
sfiorato i vertici della mafia?

8. E' certo che a lei, signor Berlusconi, il nome dell'Immobiliare
Romana Paltano non può risultare sconosciuto. Certo ricorda che nel
1974 la suddetta società, 12 milioni di capitale, finì sotto il suo
controllo amministrata da Marcello Dell'Utri. Fu proprio sui terreni
posseduti da questa immobiliare che lei edificherà Milano3. Così pure
ricorderà, signor Berlusconi, che nel '76 quel piccolo capitale di 12
milioni salirà a 500 e il 12 maggio 1977 a 1 miliardo. Inoltre lei
modificherà anche il nome a questa impresa, che diventerà la notissima
«Cantieri Riuniti Milanesi Spa». Ancora una volta: da dove prese, chi
le fornì i 988 milioni (5 miliardi d'oggi) per quest'ennesima
iniezione di soldi?

9. Lei signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977
a Roma fondò l'Immobiliare Idra col capitale di 1 (un) milione. Questa
società che possiede beni immobiliari pregiatissimi in Sardegna,
l'anno successivo – era il 1978 – aumentò il proprio capitale a 900
milioni di lire in contanti. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli
899 milioni che fecero la differenza? E poi: da dove, da chi, perché
lei entrò in possesso delle stratosferiche somme che le permisero di
far intestare all'Immobiliare Idra proprietà in Costa Smeralda – ville
e terreni – il cui valore è da contarsi in decine di miliardi? Dica la
verità, signor Berlusconi. Sveli anche questo mistero impenetrabile.

10. Signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato – vedi
l'acquisto dell'attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio – la
finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come in
precedenza per la finanziaria Par.Ma.Fid., ha scelto una società
fiduciaria al cui riguardo le cronache giudiziarie si sono largamente
espresse. La Fimo, infatti, era la sede operativa di Giuseppe Lottusi,
riciclatore di soldi sporchi dalla cosca dei Madonia, e Lottusi il 15
novembre del 1991 verrà condannato per questo a 20 anni di reclusione.
Ebbene, la transazione per l'acquisto di Lentini, tramite la Fimo,
avvenne nella primavera del 1992. Perché la Fimo, signor Berlusconi?


e le altre 10:

1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi
Letizia? Quante volte ha avuto modo d'incontrarla e dove? Ha
frequentato e frequenta altre minorenni?

2. Qual è la ragione che l'ha costretta a non dire la verità per due
mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi
prima di fare due tardive ammissioni?

3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua
leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di
responsabilità politiche le ragazze che la chiamano «papi»?

4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre
2008 e sono decine le "squillo" che, secondo le indagini della
magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che
fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che
quegli incontri non l'abbiano resa vulnerabile, cioè ricattabile –
come le registrazioni di Patrizia D'Addario e le foto di Barbara
Montereale dimostrano?

5. È capitato che "voli di Stato", senza la sua presenza a bordo,
abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?

6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso
gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che
nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che
ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?

7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei
oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che
punisce il cliente di una prostituta?

8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della
Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l'opinione
comune considera inadatta al Quirinale, possa adempiere alla funzione
di presidente del consiglio?

9. Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia. Può
garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie
contro testimoni, magistrati, giornalisti?

10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono,
signor presidente, le sue condizioni di salute?

Quando risponde?

giovedì 27 agosto 2009

Solo quattro Vangeli?

"Le diverse correnti gnostiche dei primi secoli del cristianesimo
(II-IV) hanno prodotto diversi testi relativi alla vita e al ministero
di Gesù. Nonostante la datazione antica e l'attribuzione autorevole,
la Chiesa Cattolica anche antica non ha mai mostrato dubbi nel
considerare i soli 4 vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca, Giovanni)
come ispirati."

"Ad insistere che i vangeli dovessero essere quattro fu Ireneo di
Lione, un teologo del II secolo, il quale affermò che come vi erano
quattro angoli della terra e quattro venti, così non potevano esserci
più di quattro o meno di quattro vangeli;[3] ancora al II secolo è
fatto risalire il Canone muratoriano, il quale elenca i quattro
vangeli poi inseriti nel canone cristiano."

Quindi, in passato, qualcuno ha deciso che solo 4 dei più di 30
vangeli esistenti, dicessero la verità... gli altri vangeli raccontano
di un gesù più umano, diverso da quello dei Vangeli Canonici. E se
fossero quelli i vangeli più corretti?

sabato 8 agosto 2009

Benvenuti nel Ventennio

Berlusconi e la Rai, l'opposizione insorge, Garimberti: "Le notizie vanno date tutte"
ROMA - "Non è più sopportabile che la Rai, con i soldi pubblici, attacchi il governo". Il monito lanciato da Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa sul bilancio del governo nei primi 14 mesi ad una giornalista del Tg3 non tarda a scatenare reazioni e polemiche. L'opposizione denuncia un "nuovo editto bulgaro" e il segretario del Pd Franceschini parla dell'ennesimo attacco alla stampa libera per annunciare che, se Berlusconi non la smetterà, a settembre ci sarà una grande mobilitazione. Il presidente dell'emittente pubblica, Paolo Garimberti replica: "Le notizie non hanno colore, vanno date tutte. E l'informazione pubblica deve raccontare i fatti".

Eh, i nostalgici saranno contenti, si imbavaglia chi la pensa diversamente, si fa rivalsa sui poveri e gli immigrati (possono rimanere solo le colf extracomunitarie!), si fanno condoni per favorire i propri interessi, ... chi vi ricorda? Vergogna!
E rilancio con il vantarsi di cose inventate...

"Gli accordi tra Mosca e Ankara per far passare il gas russo attraverso le acque turche del Mar Nero fino all'Europa erano "già stati conclusi - racconta la fonte alla Reuters - quando il governo turco ha ricevuto un'inaspettata richiesta dell'ultimo minuto da parte di Berlusconi che voleva partecipare alla cerimonia della firma" del premier russo Vladimir Putin e di quello turco Tayyip Erdogan, ad Ankara. La fonte aggiunge che si è creata una "certa sorpresa" quando ci si è resi conto che Berlusconi voleva rivendicare l'accordo come un suo successo personale."

lunedì 3 agosto 2009

Ha da venì Baffone...

Riporto da http://www.onemoreblog.it/archives/010000.html

Gli anziani dalle mie parti usavano dire, ai loro tempi, "a da venì
baffone" (mi scuso per la scrittura approssimata), che voleva dire: se
ci invadono i Sovietici (baffone sarebbe Stanil), la smetti di
lamentarti e rompere i coglioni. Ecco, bisognerebbe che qualcuno
ricordasse a Berlusconi questa frase, di tanto in tanto. Tipo, chessò:
Berlusca: "Emilio (Fede), che tempo fa oggi?"
Fede: "Piove, cadono rane dal cielo, una tempesta di pernacchie ha
spazzato via il ponte sullo stretto e tutti i suoi sostenitori..."
Berlusca: " Ma che tempo di merda!"
Fede:"A da venì baffone..."
Ecco, se i comunisti che lui teme tanto ci fossero per davvero,
l'avrebbero già spedito in Siberia a spaccare pietre. Magari.

ed anche da http://www.webalice.it/antoniomontanari1/arch.2004/arch4/spec/stalin.757.html

I «rossi» non potevano non essere fedeli a Baffone. Nel linguaggio
popolare, la frase: «Ha da venì Baffone» suonava come promessa di un
rinnovamento, non soltanto come minaccia verso gli avversari politici.
...
La fine della guerra portò a tirare un sospiro di sollievo, si è
soliti pensare. Ma il mondo è sempre più complesso di quello che si
immagina o si ricorda. Dalla mattina alla sera, raccontavano i nostri
vecchi, molti fascisti di quelli più accesi, fecero il salto del
fosso. Cambiarono colore di camicia. Dalla nera alla rossa
(rispolverando il povero Garibaldi nei manifesti elettorali).
Scoprirono il comunismo, e vi si attaccarono con tutta la forza che
avevano in corpo per sopravvivere.