sabato 14 novembre 2009

Ita vs Nz

venerdì 13 novembre 2009

Diventa un delinquente anche tu!

Nicola Cosentino non molla. Il sottosegretario all'Economia, su cui pende una richiesta di arresto per concorso esterno in associazione mafiosa, incontra per mezzora Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli e insiste: "Mantengo la mia candidatura per le regionali in Campania". Intanto trenta senatori chiedono un'ispezione urgente alla Procura di Napoli: "Vogliamo sapere se i criteri di assegnazione delle indagini garantiscono l'equidistanza dei magistrati".
"I procuratori non decidano la vita democratica". Uscendo dalla residenza romana del premier, Cosentino spiega che Berlusconi "ha preso atto" di questa posizione. "Gli ho spiegato le ragioni del territorio, non possono essere i procuratori - sottolinea - a decidere l'evoluzione democratica. Sulla mia candidatura c'è un largo consenso e non faccio un passo indietro".


Questo vuole dire che anche se sei un mafioso delinquente, ma tanti ti hanno votato, non puoi essere processato.

La maggioranza ha presentato al Senato il disegno di legge sul 'processo breve': 'Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell'articolo 111 della costituzione e dell'articolo 6 della convenzione europea sui diritti dell'uomo'. Tra le firme dei presentatori, quella del capigruppo e del vicecapogruppo del Pdl Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello e del presidente dei senatori leghisti Federico Bricolo.
Durata ragionevole. Nell'articolo 1 del disegno di legge si fissano le modalità per la durata "ragionevole" dei processi, oltre la quale, se il ddl diventasse legge, il processo verrà estinto: "Non sono considerati irragionevoli i periodi che non eccedono la durata di due anni per il primo grado, di due anni per il grado di appello e di ulteriori due anni per il giudizio di legittimità, nonché di un altro anno in ogni caso di giudizio di rinvio. Il giudice, in applicazione dei parametri di cui al comma 2, può aumentare fino alla metà i termini di cui al presente comma".
Durissima la reazione dell'Associazione nazionale magistrati, che parla di "effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia". "Gli unici processi che potranno essere portati a termine - spiegano i vertici del sindacato dei magistrati - saranno quelli nei confronti dei recidivi e quelli relativi ai fatti indicati in un elenco di eccezioni che pone forti dubbi di costituzionalità".


Questo invece che se non ammazzi nessuno, caso in cui ci sono pene un po' più alte, quindi se rubi, se prendi mazzette o se le chiedi, etc... in questo caso riesci a saltare il processo.
I tribunali adesso sono lenti perche' sono saturi. Sarebbe più sensato procedere prima ad una riorganizzazione, invece che far dilagare l'impunità no?


Gli effetti del disegno di legge Gasparri-Quagliariello-Bricolo interromperanno tutto. E, in questo caso, le conseguenze non si limiterebbero alla posizione di Berlusconi, ma si estenderebbero anche a tutti gli altri imputati. Tra loro, anche il numero uno di Mediaset, Fedele Confalonieri, alcuni suoi manager e il potente mediatore di diritti tv statunitense, Frank Agrama. La richiesta di rinvio a giudizio, in questo caso, risale addirittura al 22 aprile 2005. Per tutti loro, incensurati, posizione prescritta, grazie al medesimo disegno di legge.
Diverso il capitolo Mills. Qui, infatti, sarebbe solo il Cavaliere a ringraziare i compagni di maggioranza, essendo l'unico imputato rimasto.


E quale governo vuole introdurre queste leggi?
La cosa che manda in bestia e' che tutto il PDL lavora per tenere Silvio ed la sua cricca fuori dalla galera, anche se gli spetterebbe un posto di diritto. Ma nessuno si accorge che il problema "Giustizia" c'e' solo perchè hanno come leader un mariuolo? Le famose "Toghe Rosse" perchè se la prendono solo con lui ed i suoi amichetti e non con Fini per esempio?

sabato 7 novembre 2009

Che vergogna!

Ruffini cacciato da Raitre, è polemica, protestano Floris, Dandini, Lucarelli
Dure critiche alla decisione annunciata del cd di Viale Mazzini, e l'Usigrai attacca: "Scandalose nuove nomine". Bersani: "Vergognosa ingerenza della politica". Libertà e Giustizia: "Chiarire i criteri"

ROMA - Provoca reazioni e fa discutere, il caso Ruffini. Direttore di una Raitre in ottima salute, per ascolti e gradimento, ma a cui il dg Mauro Masi ha già annunciato che verrà sostituito, nel corso del cda di mercoledì prossimo. E così, oggi, è il giorno delle proteste. A partire da quelle dei volti noti della rete: Giovanni Floris, Serena Dandini, Carlo Lucarelli.

"Credo che uno come Ruffini - dice il conduttore di Ballarò sul sito di Articolo 21 - ogni azienda starebbe attenta a tenerselo stretto, essendo quello che ha tirato su la rete migliore, con i migliori ascolti e la migliore qualità". E dunque "io penso che se il Consiglio di amministrazione e i vertici Rai si occupano di Raitre debba essere solo per confermare una volta per tutte Paolo Ruffini ed evitare che si vada avanti ogni settimana chiedendosi se viene o no sostituito il direttore". Ma questo non avverrà, come Masi ha già confermano a colui che sarà allontanato.

Anche la Dandini - che su Raitre conduce il talk show Parla con me- interviene, sempre sulle pagine web di Articolo 21: "Per usare una parola gentile, l'idea di mandar via Ruffini mi sembra quantomeno inopportuna. E' assurdo, il mondo sembra andare al contrario: lo si vuole punire perchè è andato troppo bene?. E' vero che il presidente del Consiglio ha più volte fatto capire che Raitre è una rete che non gli piace, ma dal momento che ce ne sono altre, in tv non è mica obbligato a guardarla, può cambiare sempre canale...".

Quanto a Lucarelli, lo scrittore che conduce Blu notte si si pone una serie di domande: "Perchè cambiare allora? Non è che stiamo cambiando quando le cose funzionano proprio perchè funzionano? Questo è un sospetto molto antipatico che ci farà lavorare comunque male".

Ma ci sono anche altre dure critiche. Come quelle di Dario Franceschini: "Nominare il direttore di rete - dice, intervenendo all'assemblea del Pd - non è compito della politica, ma chiedere al governo di rispettare l'autonomia della tv pubblica è compito della politica". Pure il neosegretario Pierluigi Bersani interviene: "Vergognosa la continua pretesa della politica di voler dettare legge nel mondo dell'informazione".

Ancora più netti, in una nota congiunta, il senatore del Pd Vincenzo Vita e il parlamentare dell'Idv Giuseppe Giulietti: "Cacciando Ruffini - dichiarano - non vogliono soffocare solo Raitre, dando esecuzione ad una rappresaglia più volte annunciata dai fedelissimi del presidente del Consiglio".

"Perplessità e disagio" vengono espressi dall'associazione Libertà e Giustizia, riunita a Genova per l'assemblea nazionale, che rivolgendosi alla direzione della Rai chiede quali siano i criteri per "licenziare" un direttore che ha ben lavorato, ottenendo risultati oggettivi e indiscussi sugli indici di ascolto.

Ma ci sono anche altre ragioni di scontento, nel servizio pubblico. Ad esempio oggi il segretario dell'Usigrai (il sindacato interno dei giornalisti) Carlo Verna attacca: "Non ci risultano reti e testate scoperte - fa notare - ci risultano, invece, colleghi autorevoli senza incarico e stimiamo al momento per difetto un costo di quattro milioni di euro in un anno per le assunzioni dall'esterno. Quando ci si renderà conto che tutto ciò è scandaloso?". (7 novembre 2009)

Repubblica.it