domenica 31 gennaio 2016

Il disegno di legge Cirinnà, il Family Day e tanta ignoranza....

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Cosa dice questo terribile DDL Cirinnà?


Le convivenze tra persone dello stesso sesso disciplinate nel codice civile con diritti assai simili a quelli derivanti dal matrimonio. Ecco in sintesi cosa prevede il disegno di legge Cirinnà all'esame del Senato. Il testo Cirinnà disciplina le unioni civili per le coppie omosessuali e la convivenza in genere. In sostanza crea un nuovo istituto per coppie dello stesso sesso, «avvicina» le unioni gay al matrimonio introducendole direttamente nel codice civile.


- ADOZIONI: Il testo Cirinnà estende alle unioni civili la cosiddetta stepchild adoption, ossia l'adozione del bambino che vive in una coppia dello stesso sesso, ma che è figlio biologico di uno solo dei due, prevista dall'articolo 44 della legge sulle adozioni. Nessuna modifica al testo sulla fecondazione assistita


- COSTITUZIONE UNIONE CIVILE: Nel testo Cirinnà si sottoscrive di fronte a un ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni e viene iscritta in un registro comunale. È certificata da un documento che attesti la costituzione dell'unione e che deve contenere: dati anagrafici; regime patrimoniale; residenza. Si può scegliere uno dei due cognomi o decidere di adottare entrambi i cognomi.


- CAUSE IMPEDITIVE: L'unione civile non potrà essere realizzata se una delle parti: è ancora sposato; è un minore, salvo apposita autorizzazione; ha un'interdizione per infermità mentale; ha un legame di parentela; è stata condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell'altra.


- REGIME GIURIDICO:Per quanto riguarda il regime giuridico ovvero diritti e doveri reciproci, figli, residenza, concorso negli oneri, abusi familiari, interdizione, scioglimento dell'unione nel testo Cirinnà si applicano gli articoli del codice civile.


- RECIPROCA ASSISTENZA: Il testo Cirinnà riconosce alla coppia diritti di assistenza sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, subentro nel contratto d'affitto, reversibilità della pensione e i doveri previsti per le coppie sposate.


Fonte http://www.leggo.it/NEWS/POLITICA/unioni_civili_gay_cirinn_amp_agrave/notizie/1421622.shtml


Dato per scontato che l'articolo di Leggo.it sia corretto... Cosa c'e' di abominevole? Tenete a mente che "Il testo Cirinnà disciplina le unioni civili per le coppie omosessuali e la convivenza in genere", facciamo un esempio...


Due amiche, senza legami "sessuali", oramai anziane e vedove, convivono da qualche anno, si aiutano a vicenda e con le due pensioni assieme riescono a vivere dignitosamente. Una delle due si ammala ed ha bisogno di cure/supporto, o al peggio una delle due manca. Non sarebbe giusto tutelare questa "convivenza"?


Un tizio ha due figli, perde la moglie e si scopre omosessuale. Inizia a convivere con un altro uomo. Cosa bisognerebbe fare? Togliere i figli al padre? E continuo, se dopo anni il padre naturale venisse a mancare... i figli li mettiamo in un orfanotrofio? O sarebbe meglio lasciarlo al nuovo padre? Magari permettendo la reversibilità della pensione del padre naturale?


Qui non si parla di quelle persone che mancano di buon gusto al Gay Pride, qui si parla di famiglia, coppie, conviventi "in genere". E non volere queste famiglie non canoniche durante una cosa che viene chiamata "Family Day" che fa appello alla "coscienza cattolica" e' da ipocriti, soprattutto se si e' 200mila persone e si mente dicendo 2 milioni.


Sempre giocando sui numeri... quanta gente a Roma fa parte del Vaticano o sono sacerdoti / prete / frate / suora / seminarista / prelato / etc...? La butto lì, 200mila? (vedi foto sotto)


Non dimentichiamo che i preti cattolici che non possono sposarsi ed avere figli sono quelli che vi vogliono spiegare come gestire la vostra famiglia, gli stessi che si fregano 250mila euro degli ospedali pediatrici per ristrutturarsi l'attico o nascondono i preti pedofili. Un po' di coerenza, Grazie.


Non si deve mai lasciare indietro chi e' in difficoltà.


[caption id="attachment_970" align="aligncenter" width="1024"]Priests shout slogans during a rally against same-sex unions and gay adoption in Rome, Italy January 30, 2016. Tens of thousands of Italians staged a mass rally in Rome's Circus Maximus on Saturday to urge the government to drop legislation that offers homosexual couples legal recognition and limited adoption rights. REUTERS/Remo Casilli - RTX24OGO Priests shout slogans during a rally against same-sex unions and gay adoption in Rome, Italy January 30, 2016. Tens of thousands of Italians staged a mass rally in Rome's Circus Maximus on Saturday to urge the government to drop legislation that offers homosexual couples legal recognition and limited adoption rights. REUTERS/Remo Casilli - RTX24OGO[/caption]